[Test] Mondraker Crafty Carbon RR

[Test] Mondraker Crafty Carbon RR

13/01/2020
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13/01/2020

A fine 2019 vi avevamo presentato la nuova Mondraker Crafty Carbon, intitolando l’articolo “La EMTB più leggera di sempre?“. Con un peso sub 20kg per il modello di punta, ruote da 29 pollici ed escursione di 150mm, si trattava in effetti di un record per una ebike da enduro. Poche settimane dopo è arrivata in redazione la Crafty Carbon RR, il modello intermedio della gamma Crafty, che faceva fermare l’ago della nostra bilancia a 21.6 kg, con batteria da 625Wh. Ho avuto modo di provarla durante le vacanze natalizie, approffittando anche del bel tempo stabile che il 2020 ha portato con sé, dopo averla usata nella pioggia torrenziale delle settimane precedenti.

Dettagli

Non mi dilungherò troppo nei dettagli, visto che la presentazione è stata fatta a fine novembre 2019. Cliccate qui se volete leggere le particolarità della Crafty e del suo telaio in carbonio. Il modello in test è il Carbon RR da 9.999 Euro, di cui trovate tutte le specifiche di montaggio qui.

Tutta la bici è molto curata nei dettagli, a cominciare dall’integrazione della batteria da 625Wh nel tubo obliquo, con aperture per l’areazione sulla sua parte alta, subito dietro alla scatola sterzo.

La batteria non è estraibile, se non smontando il motore. Il port per il caricamento è situato nella parte inferiore bassa del tubo obliquo, subito sopra il motore e la relativa protezione in plastica. A proposito di tale protezione, questa lascia circa 5mm di spazio con il telaio, un orifizio in cui il fango e lo sporco alzato dalla ruota anteriore va ad infilarsi facilmente.

Il motore è il nuovo Bosch Performance CX, di cui abbiamo parlato all’infinito nell’articolo e nei commenti di presentazione. Più compatto e leggero rispetto al precedente, mi ha subito convinto per reattività e potenza, ma su questo tornerò più sotto.

Il sistema di sospensione è l’ormai comprovato Zero di Mondraker. Lo conosco molto bene perchè ho usato per circa un anno il corrispondente senza motore della Crafty, la Foxy 29. Sulla Crafty è stata posta attenzione alla progressività a fine corsa, visti i pesi in gioco, particolarità che ho molto apprezzato e che mi ha evitato fondocorsa.

Sempre rispetto alla Foxy, la Crafty ha una costruzione in cui l’ammortizzatore risulta più protetto da fango e detriti alzati dalla ruota posteriore, perché si trova davanti al tubo sella. In compenso il carro è più lungo, ma non vi è altra soluzione, visto che è necessario farci stare anche il motore.

Il batticatena non è dei più silenziosi, proprio come sulla Foxy. Considerate di montarne uno in neoprene se volete il silenzio mentre andate in discesa.

Il gruppo è un Shimano XT 1×12, guarnitura e*13 a parte, che ho trovato molto preciso e funzionale. Non ho mai dovuto regolarlo. Unica attenzione: la cambiata di più pignoni in una volta mentre si pedala. Vista la potenza di una ebike, si rischia di fare dei danni perché la cambiata non è limitata ad un pignone per volta come su SRAM.

Quello che non mi è piaciuto è il reggisella telescopico Onoff Pija, troppo lento. Se fosse la mia bici, lo cambierei subito con uno più performante. Ottima invece la scelta dei pneumatici, dei Maxxis DHF e DHR  da 2.5″ con carcassa rinforzata Exo+. Finalmente una ebike da enduro con gommatura precisa (rispetto alle Plus) e adatta allo scopo. Non ho mai forato.

A manubrio troviamo il Bosch Kiox. Pur essendo ridotto nelle sue dimensioni, su una bici da enduro non sarebbe male averlo in una posizione più protetta come direttamente sopra lo stem magari con un aggancio integrato al tappo della serie sterzo. Non tanto per una questione estetica, ma per salvaguardarlo in caso di cadute. Il comando remoto sulla parte sinistra del manubrio necessita di una fase di adattamento per trovare i pulsanti mentre si pedala o si è concentrati in discesa, ma è solo questione di qualche uscita.

Geometria

La Crafty in prova è una M per me che sono alto 179cm e ho un cavallo (sella-movimento centrale) di 75cm. Perfetta nelle sue dimensioni. Classico il reach lungo, figlio della forward geometry introdotta dalla stessa Mondraker anni orsono. Il carro è lungo 455mm, il giusto per evitare che la bici si impenni sul ripido e allo stesso tempo rimanga abbastanza agile sullo stretto.

Sul campo

Come dicevo in apertura, sono rimasto piacevolmente colpito dal nuovo Bosch Performance CX, che non avevo provato in precedenza. Potente e scattante, caratteristica quest’ultima che richiede di una fase di adattamento per riuscire a dosare bene la potenza quando ci si muove sul tecnico ripido. Ho potuto constatarlo sulla salita al Monte Boglia, sopra il lago di Lugano, il cui ultimo tratto è molto sdrucciolevole e pieno di serpentine molto strette. Anche in modalità eco dovevo fare attenzione a quanto spingessi sui pedali per non perdere trazione.

Unito alla batteria da 625Wh si ottiene un’unità che permette di percorrere grandi giri senza aver paura di usare la modalità Tour o EMTB e rimanere a secco. Il peso di 21.6 kg è sì minore di quello della maggior parte delle altre ebike, ma non è la caratteristica principe che rende la Crafty una vera manna per chi ama muoversi sul tecnico, sia in salita che in discesa. Il bello di questa bici è dato da:

  • ruote da 29 pollici con gommatura classica, non plus.
  • Sistema di sospensione Mondraker zero.
  • Geometria bilanciata, sia in salita che in discesa.

Il primo punto definisce la direzione che, per chi scrive, le ebike prenderanno in futuro. Il formato 29 pollici è il migliore in ambito mountain bike, sia per la trazione che offre in salita, sia per la sicurezza in discesa, maggiore di qualsiasi gomma plus. Ricordo infatti che le plus hanno l’innato difetto di essere poco precise, e più si sale con la sezione più questo si fa sentire, oltre che pesanti o, se leggere, soggette a frequenti pizzicature. Non fatevi ingannare “dall’effetto moto” che una gomma da 3.0″ può darvi. Se volete tirare una curva in fuoristrada rimanendo sulla linea da voi prescelta, niente batte una gomma che va dai 2.3 ai 2.5″.

Il sistema Mondraker Zero è fra i migliori per quanto riguarda sensibilità ai piccoli urti e lo “stare alto nel travel”, nel senso che non si insacca quando il rider è sulla bici. Offre quindi un ottimo equilibrio fra la fase di salita e quella di discesa, anche se non si mette mano alla levetta del blocco, disponibile sia su ammortizzatore che su forcella della Crafty Carbon RR.

Infine la geometria: parlavo prima del carro da 455mm, una lunghezza giusta per una ebike che vuole far bene in tutti i frangenti. L’angolo del tubo sella di 76° è al passo coi tempi e offre quella posizione centrale che tanto mi piace, soprattutto quando mi trovo sul tecnico in salita. L’angolo sterzo di 65.5° conferma, se ce ne fosse bisogno, come gli ingegneri Mondraker cercassero una geometria bilanciata che non fosse estrema. La bici è stabile sul veloce, ma agile nello stretto, per una ebike.

Tornando al peso, è più facile spingere sui pedali quando si superano i fatidici 25 km/h, cosa confermata anche durante la prova del “semaforo arancione”. Non ci si trova con un macigno fra le gambe, ma si riesce ad accelerare con relativa facilità.

Parlavo prima del carter sul motore che lascia spazio al telaio. Qui sopra potete vedere cosa succede se si gira sul bagnato. Per pulirlo basta comunque svitare le viti che lo tengono fermo e allontanare lo sporco. Mondraker mi ha detto che hanno dovuto lasciare lo spazio per due motivi:

  1. per non danneggiare il motore in caso di impatto.
  2. Soprattutto perché devono lasciar “respirare”il motore, che altrimenti tenderebbe a surriscaldarsi se la fessura fosse chiusa.

L’impianto frenante Shimano XT fa bene il suo lavoro, ma su alcuni esemplari presenta ancora, dopo oltre 4 anni dalla presentazione, il difetto del punto di frenata che cambia quando sono caldi. Mi è successo anche sull’impianto montato sulla Crafty RR. Niente che ne comprometta la funzionalità, ma è una cosa fastidiosa che speravo Shimano avesse risolto con il tempo.

Conclusioni

Per chi é la Mondraker Crafty Carbon RR? Malgrado la dicitura “enduro”, mi sento di consigliare questa bici ad un ampio spettro di ebiker, cioé a tutti quelli che amano muoversi in fuoristrada e percorrere sentieri tecnici e/o alpini. È un mezzo molto ben bilanciato fra salita e discesa, proprio come la sorella Foxy 29, coadiuvato da un’unità motore/batteria Bosch potente e con un range enorme. La scelta di passare alle ruote da 29 pollici è azzeccatissima. Preparatevi a vedere sempre più ebike con questo diametro ruote.

mondraker.com
Distribuita in Italia da DSB Bonandrini

 

 

Commenti

  1. Auanagana:

    La scelta di fissare il paramotore distante dal telaio e motore è abbastanza intuibile se si considera che in caso di impatto forte la plastica flette fino a poter toccare il telaio o il motore. C'è anche il discorso raffreddamento del cx 2020 che ha delle alette di raffreddamento nel corpo in magnesio abbastanza pronunciate che hanno bisogno che l'aria scorra attraverso.
    Fare un paramotore avvolgente in plastica senza fessure avrebbe significato tapparle del tutto.
    Ritengo quel paramotore molto ben fatto e funzionale, forse non leggerissimo, ma il rischio di sfondare telaio o motore vale quei pochi mm in cui lo sporco si insinua..e poi si pulisce.
    Diciamo che Mondraker pensa più alla funzionalità che al grammo ..vedi ad esempio Focus jam2 che non ha nulla a proteggere ...:confused:..
    basterebbe inclinare il bordo alto per evitare che si infili lo sporco, l'aria entra comunque dai lati
  2. Ottima prova come sempre, vera Bibbia per chi come me non è dei più esperti, ma dire che il nuovo bosch anche in modalità eco in salita sgomma, mi sembra un tantino azzardato
  3. 30x26:

    scelta che comprendo, volevo sottolineare che le tue impressioni sono particolarmente valide per chi sceglie una taglia "piccola" , magari andando sul downsizing qualora possibile.

    io non sono molto convinto che chi fa sentieri montani abbia bisogno degli interassi importanti verso cui sta andando tutto il mercato elettrico. con 1210 di interasse stefano fa roba estrema ed anche lui non e' un nano. la posizione del motore sicuramente non ti fa impuntare di piu' , quindi a chi servono le ebike molto lunghe?
    la "vecchia" spectral on mi risulta sia stata sviluppata in collaborazione con vouilloz e seguiva un'altra strada. in quel caso forse hanno un po lesinato sul carro da 430, ma da un discesista ultra top e' uscita una bici da 1180 di interasse per uno della tua altezza.....
    Era Barel, sono anche stato alla presentazione con lui e avevo subito notato come il carro post fosse troppo corto, oltre ad avere un angolo sella troppo aperto. In pratica sui sentieri che ci faceva fare in salita l'anteriore si alzava troppo facilmente.