One Up Wave

[Test] Pedali One Up Wave

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Ad aprile 2025 One Up aveva presentato i nuovi pedali flat Wave, dicendo che “la maggior parte dei profili dei pedali piatti sono convessi o concavi. Wave è una forma ibrida convessa/concava brevettata che favorisce una posizione di guida aggressiva con i talloni abbassati e offre una pedalata più naturale da seduti“.

La parte anteriore del pedale ha un profilo concavo pensato per dare grip alla parte anteriore del piede. Il piede rimane saldamente in posizione durante la discesa e la scarpa non scivola in avanti. La parte anteriore rialzata facilita inoltre la regolazione del piede senza dover togliere completamente la scarpa dal pedale. La metà posteriore del pedale è inclinata verso il basso per favorire una posizione aggressiva del piede con il tallone verso il basso, nella classica posizione che si ha in discesa. Questo nuovo profilo mantiene il piede in posizione senza affidarsi esclusivamente ai pin. Il piede viene trattenuto dalla forma del pedale, non solo dai pin.

Pedali One Up Wave

Come conseguenza della forma ad onda,  i pin sono angolati fino a 10 gradi per essere verticali durante la guida. Li abbiamo messi alla prova montandoli sulla Specialized Status di Oscar, che li ha usati prevalentemente in bike park.

Specifiche Pedali One Up Wave

  • Peso rilevato singolo pedale:  181 grammi
  • Spessore: Asse 14,2 mm / Bordi 11,5 mm
  • Dimensioni: 107 mm x 110 mm (L x L)
  • Configurazione dei cuscinetti: boccole igus™ interne e 3 cuscinetti a cartuccia esterni
  • Corpo: in alluminio 6061 forgiato e CNC
  • Asse: acciaio cromato con rivestimento nero ED
  • Pin: M4 Hollow Pin 10 x pin per lato (foro passante esagonale autopulente)
  • Colori: Nero, Rosso, Verde scuro, Blu scuro, Arancione, Viola, Grigio, Bronzo
  • Prezzo: 174.99€
  • One Up Components

Pedali One Up Wave sul campo

La prima sensazione è stata quella di avere dei pedali a sgancio rapido, tanto è il grip della suola sui Wave. Abbiamo lasciato tutti i pin disponibili. La particolare forma ad onda necessita di qualche pedalata per potercisi abituare, soprattutto se la suola della scarpa è molto flessibile. Sono stati usati in gran parte con delle Crank Brothers Stamp Boa e delle Fox Union Flat. Pur avendo un sacco di grip, la cosa positiva è che non è necessario alzare la scarpa dal pedale per riposizionare il piede, proprio perché la forma ad onda evita di “sprofondare” nel pedale.

In pratica la parte centrale dà libertà al piede quando uno la richiede, fungendo da “perno” su cui fare leva quando per esempio si passa dalla posizione in pedalata a quella di discesa, o si muove il piede per affrontare un salto e non perdere la bici in aria. Come vedete dalle foto, la parte anteriore del pedale è concava mentre il posteriore è quasi piatto, e la cosa si nota da un lato perché quando si punta il piede verso il basso (per esempio durante un bunnyhop) la scarpa non scivola in avanti, e dall’altro il pedala accompagna molto bene la posizione con i talloni bassi, tipica della discesa o in curva.

La gabbia con 110x117mm è ben dimensionata per poter trovare la propria posizione preferita anche con numeri di scarpe grandi. Lo spessore dei bordi è piuttosto sottile, aiutando ad ottenere un buon valore di distanza dal suolo.

Qui sotto potete vedere una foto con il rider in posizione di pedalata.

Non abbiamo fatto alcuna manutenzione durante i mesi di prova e i pedali, graffi a parte, funzionano ancora come nuovi, cosa lecita da aspettarsi per un prodotto di questa fascia di prezzo. Diverse le colorazioni disponibili.

Conclusioni

Sicuramente disegnati per avere una forma originale e unica, i pedali One Up Wave sul campo funzionano molto bene, ma richiedono una breve fase di adattamento, soprattutto se si usano scarpe con una suola molto morbida e sottile. Il grip è ottimo senza però rendere difficoltoso il cambio di posizione dei piedi.

Commenti

  1. Pedale interessante ; mi pare strano che pedali relativamente semplici come questi OneUp Wave costino di più di modelli con doppio attacco SPD come gli OneUp Clip .
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