Giro del parco nazionale del Gran Sasso in Ebike

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Questo è un itinerario MTB di tre giorni nel parco nazionale del Gran Sasso, studiato e organizzato da Padbike, che lo offre come tour guidato sul loro sito. Eccovi la descrizione con le loro parole.

Troppo spesso, quando si parla di montagna, il pensiero corre subito alle Dolomiti e ad altre meraviglie dell’arco alpino. Luoghi adrenalinici e straordinari, offrono una varietà pressoché infinita di possibilità a chi è in cerca di avventure in mountain bike. A chi cerca però una montagna più autentica e misteriosa, conviene volgere lo sguardo altrove. Lontano dalle folle e dal viavai di turisti c’è un’altra montagna fatta di spazi immensi, borghi di pietra, vallate silenziose, strade bianche che sembrano non finire mai, prati verdi che culminano in guglie di roccia. È per trovare tutto questo che abbiamo deciso di venire qui, nel Parco Nazionale del Gran Sasso, nel cuore dell’Abruzzo.

Per chi lo attraversa in sella a una MTB, il Gran Sasso non è soltanto una montagna simbolo dell’Appennino centrale, ma un territorio vasto e sorprendente che cambia continuamente volto. In pochi chilometri si passa dalle mura medievali dell’Aquila agli altopiani di Campo Imperatore, dai canyon scavati nella roccia ai boschi più fitti, fino a raggiungere borghi sospesi nel tempo e crinali da cui lo sguardo si perde per decine di chilometri.
È proprio questa varietà di paesaggi straordinari a rendere il Parco Nazionale del Gran Sasso una destinazione unica per chi ama i viaggi in MTB. Qui non si viene soltanto per pedalare. Si viene per attraversare un territorio autentico, quello dell’Abruzzo, per scoprire le sue gemme e le sue tradizioni, per sentirsi piccoli davanti alla grandezza del paesaggio e per vivere un’avventura che, tappa dopo tappa, lascia ricordi indelebili.

Con questo spirito di scoperta siamo partiti per un tour itinerante di tre giorni, con l’obiettivo di compiere un anello di 140 km attorno ad alcune delle zone più spettacolari del parco. Un vero Giro del Parco del Gran Sasso in MTB, fatto di sterrate infinite, single trail panoramici, discese memorabili, rifugi d’alta quota e viste meravigliose. Un viaggio che ci è rimasto addosso a lungo dopo il rientro a casa.

Giorno 1: da L’Aquila a Rocca Calascio in eMTB

Dalle mura aquilane verso uno dei luoghi più iconici d’Abruzzo

Si parte da L’Aquila, con quella tipica emozione che accompagna l’inizio di ogni viaggio. Dopo le presentazioni e un bike-check con la nostra guida Eddy, lasciamo i nostri bagagli sul transfer che ce li porterà all’alloggio della prossima tappa. Lentamente ci lasciamo alle spalle la città per entrare presto in un ambiente completamente diverso, dove il vivace ritmo urbano lascia spazio al silenzio misterioso dei sentieri e all’imponenza del paesaggio del Gran Sasso.

Le prime pedalate scorrono tra sterrate e tratti più tecnici, in un continuo alternarsi di superfici che rendono subito chiaro il carattere del tour. Una delle prime soste sono le Cascate Schizzataru, una presenza inattesa nel contesto arido e minerale del parco. Da lì il percorso prosegue lungo la Via Piana, ai piedi del Monte Carpesco, costeggiando le Locce di Santo Stefano, antichi ripari d’alpeggio che raccontano di un Abruzzo pastorale ancora legato al presente.

È uno di quei giorni in cui non conta solo la pedalata in MTB, ma anche tutto ciò che si incontra lungo il cammino. Il viaggio si fa mistero, scoperta e avventura. Ogni deviazione, ogni rudere, ogni scorcio, ogni cambio di paesaggio aggiunge un tassello a un territorio complesso e affascinante che si lascia scoprire lentamente, senza mai svelarsi del tutto.

Dopo aver superato Santo Stefano di Sessanio, uno dei borghi più affascinanti dell’intero Appennino e dell’Abruzzo, iniziamo a intravedere in quota la sagoma inconfondibile di Rocca Calascio. Poco sotto compare anche Santa Maria della Pietà, con la sua forma ottagonale perfettamente inserita nel paesaggio. È una di quelle immagini viste tante volte in fotografia, ma dal vivo l’effetto è completamente diverso. Arrivarci in sella, dopo una giornata di MTB nel Gran Sasso, mentre il sole comincia a scendere avvolgendo dolcemente le sue architetture, rende tutto ancora più intenso ed emozionante.

Raggiungiamo Rocca Calascio nel tardo pomeriggio, quando la luce del tramonto accende la pietra di tonalità calde e il borgo sembra sospeso fuori dal tempo. In quel momento, la fatica passa in secondo piano, resta solo la sensazione di essere nel posto giusto, al momento giusto.

Il pernottamento è previsto presso l’Albergo “Il Rifugio della Rocca”, una struttura semplice ma accogliente, perfettamente inserita nel contesto, ideale per recuperare le energie. Una bella doccia calda e una cena abbondante al ristorante dell’albergo sono tutto quello di cui abbiamo bisogno dopo una lunga giornata in mtb.
Il vero consiglio è un altro: dopo cena vale assolutamente la pena salire nuovamente verso la Rocca. Se il cielo è limpido e la luna non fa da protagonista, lo spettacolo della Via Lattea che si staglia sopra le torri è qualcosa di indimenticabile.

Giorno 2: da Rocca Calascio ad Assergi in eMTB

Attraversando Campo Imperatore, il cuore più selvaggio del Gran Sasso

La seconda giornata inizia con una colazione di quelle che mettono subito di buon umore, tra torte fatte in casa e l’atmosfera fiabesca del borgo di Calascio, viene quasi un filo di amarezza a lasciare questo posto. Ma sappiamo già che ci aspetta una delle tappe più spettacolari dell’intero viaggio in eMTB.

Lasciata Rocca Calascio, puntiamo verso Campo Imperatore, il celebre altopiano del Gran Sasso conosciuto anche come il “Piccolo Tibet” d’Abruzzo. Basta arrivare in questa zona per capirne il motivo. Gli spazi si allargano a dismisura, il paesaggio si fa essenziale e potentissimo, e la sensazione è quella di pedalare dentro una dimensione completamente diversa rispetto al giorno precedente.

Una delle prime soste è il Lago Racollo, spesso animato dalla presenza di cavalli al pascolo, che contribuiscono a rendere l’atmosfera ancora più cinematografica. Il paesaggio verde e roccioso al tempo stesso, le distese erbose e gli animali al pascolo evocano terre lontane, dalle piane tibetane alle steppe centroasiatiche. Da qui il percorso continua su mulattiere e tracce d’alta quota verso Vado di Corno e i piccoli laghetti che punteggiano l’altopiano di Campo Imperatore. Pedalare in questi ambienti regala una sensazione rara: da una parte la maestosità delle montagne del Gran Sasso, dall’altra una libertà quasi assoluta, amplificata dalla continuità del terreno e dal respiro lasciato allo sguardo, che si apre per chilometri e chilometri.

Il contesto cambia ancora una volta entrando nel canyon dello Spaccaturo. Qui il Gran Sasso mostra un volto più ruvido. Dalle evocazioni asiatiche si passa a un’atmosfera decisamente western: non è un caso che proprio in questa zona siano stati girati diversi celebri Spaghetti Western all’italiana. Le pareti irte, i passaggi più stretti, la luce secca e calda e il fondo mutevole danno al tratto una personalità fortissima.

La sosta pranzo al Rifugio Mucciante arriva al momento perfetto. Dopo tante ore di pedalata in ambienti aperti e severi, fermarsi in baita ha un sapore ancora più autentico. E se la giornata è quella giusta, può capitare anche di trovare gli arrosticini alla brace: uno di quei dettagli che, in un viaggio come questo, diventano parte integrante dell’esperienza.

Nel pomeriggio raggiungiamo uno dei punti panoramici più belli dell’intero tour: il Laghetto di Pietranzoni, con la vista che si apre all’improvviso su l’iconico Corno Grande. È impossibile non fermarsi, non guardarsi intorno, non scattare almeno una foto. Ma la giornata non è ancora finita.

Da qui infatti inizia una lunghissima discesa flow di oltre 1300 metri di dislivello negativo in direzione Assergi. È una di quelle discese che sembrano non finire mai, abbastanza lunghe da cambiare più volte ritmo e paesaggio, e capaci di regalare una soddisfazione enorme. Dopo tutta la vastità e l’imponenza di Campo Imperatore, chiudere la giornata con una discesa così è semplicemente perfetto.

Arriviamo ad Assergi stanchi, coperti di polvere e con quella sensazione di appagamento pieno che solo certi luoghi sanno dare. È stata una giornata intensa, probabilmente la più completa del tour, capace di riassumere in poche ore tutta l’essenza del Gran Sasso in MTB.

Giorno 3: da Assergi a L’Aquila in eMTB

Tra linee flow, tratti tecnici e gli ultimi trail del viaggio

L’ultimo giorno ha sempre un sapore particolare. Da una parte la stanchezza accumulata inizia a farsi sentire, dall’altra c’è la voglia di godersi fino in fondo anche le ultime ore in sella, sapendo che presto arriverà il momento dei saluti.

La tappa finale prevede due possibilità, da scegliere in base al livello del gruppo e alla voglia di spingere ancora un po’. La prima è l’opzione più flow, che percorre una forestale panoramica in quota prima di entrare nella Valle del Vasto lungo un single trail scorrevole, divertente e mai troppo impegnativo. È la scelta ideale per chi vuole chiudere il tour MTB con una guida fluida, godendosi il paesaggio e il piacere puro della pedalata.

La seconda opzione è invece quella più tecnica e porta direttamente nella Valle del Vasto per poi raggiungere il Vallone delle Cese Bike Park. Qui il terreno cambia ancora una volta: compaiono linee più rocciose, passaggi S2-S3 e sezioni che richiedono maggiore attenzione, buona tecnica e protezioni adeguate. In questo caso le ginocchiere non sono un accessorio, ma una presenza obbligata. Per ottimizzare il tempo e concentrare le energie sulle discese più belle, c’è anche la possibilità di fare qualche risalita meccanizzata con van e carrello.

Qualunque sia la scelta, il finale del viaggio mantiene alta l’intensità fino all’ultimo. Dopo due giorni tra altopiani, borghi e panorami sconfinati del Gran Sasso, questo terzo atto aggiunge una componente più giocosa e trail-oriented, perfetta per chiudere il tour con il sorriso.

Il rientro a L’Aquila avviene nel primo pomeriggio. Qui ritroviamo i bagagli, sistemiamo le bici e ci concediamo gli ultimi minuti insieme ripensando ai momenti più belli vissuti durante il viaggio. I saluti finali arrivano sempre troppo presto, ma in questo caso resta la consapevolezza di aver attraversato uno dei territori più affascinanti d’Italia nel modo migliore possibile: lentamente, in sella, lasciandosi guidare dai sentieri.

Informazioni tour

Se state cercando un’esperienza come quella che abbiamo vissuto noi vi consigliamo caldamente il tour organizzato da Padbike
Si tratta di un’esperienza curata a 360 gradi pensata per farvi vivere il territorio in MTB senza dover pensare alla parte organizzativa
Padbike si occupa infatti di tutti gli aspetti principali del tour dalla guida al noleggio e-bike dagli alloggi al trasporto bagagli per ogni tappa
Oltre a questo tour Padbike propone anche altre esperienze MTB in Italia sempre con la stessa formula organizzata e pensata per chi vuole pedalare e godersi il viaggio

Trovate maggiori informazioni sul loro sito a questo link

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