Unno Mith

Unno Mith con motore DJI Avinox

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Unno presenta la Mith, una ebike con il sistema e motore DJI Avinox che vi abbiamo presentato a settembre 2024 sulla Amflow.

[Comunicato stampa] Per lo sviluppo della nuova Mith, ci siamo impegnati nel progetto come mai prima d’ora. Abbiamo trascorso innumerevoli giornate da 16 a 20 ore e alcune notti insonni, assicurandoci che nessun dettaglio fosse trascurato. Abbiamo affrontato 135 iterazioni. Da queste, abbiamo perfezionato 14 proposte e le abbiamo ridotte a 1. Poi abbiamo costruito 3 prototipi e abbiamo continuato a perfezionarli fino a quando ci siamo impegnati a realizzare la versione finale in carbonio della bicicletta.

Da quando abbiamo ricevuto il primo mulo di prova nell’aprile 2024, siamo stati in sella quasi ogni giorno. Che si tratti di mattina presto, notte fonda, pioggia o sole, il nostro impegno nei test non è mai stato così forte. Ad oggi, abbiamo percorso oltre 5.500 chilometri e scalato più di 250.000 metri, oltre a qualche cicatrice in più.

Unno Mith

Alla fine, ne vale la pena perché possiamo fare ciò che amiamo di più: guidare e sviluppare biciclette.

La nuova Mith elimina le barriere tra biciclette normali ed elettriche. È probabilmente la prima bici di cui sarà molto difficile capire che si tratta di una bici elettrica a piena potenza.

La maggior parte delle persone penserà che siate in sella a una SL o addirittura a una normale Enduro. Rappresenta un’evoluzione che parla da sola; nessun’altra azienda ha raggiunto questo risultato fino ad ora.

Con 170/160 mm di escursione, un assetto mullet e pneumatici con carcassa da DH, pesa solo 21,2 kg e, grazie al sistema Avinox di DJI, alla batteria da 800Wh e alla cinematica raffinata, offre un’esperienza di guida potente ed eccezionale.

Unno Mith

Inizialmente abbiamo iniziato a testare la nuova Mith con un motore diverso, ma alla fine del processo di sviluppo abbiamo avuto la possibilità di provare il DJI Avinox. Abbiamo visto quanto fosse migliore di tutti gli altri sistemi presenti sul mercato e quanto fosse possibile rendere la ebike compatta, tanto che abbiamo deciso di scegliere questo come unità motrice.

È stato un grande impegno da parte di tutto il team sviluppare nuovamente e adattare il telaio al sistema DJI, ma allo stesso tempo non c’è stato alcun problema. La filosofia di UNNO è comunque quella di essere all’apice dell’innovazione, quindi non aveva senso fare diversamente.

Unno Mith

Dettagli sistema DJI Avinox

  • Modalità di assistenza: Auto, Eco, Trail, Turbo e Boost.
  • Coppia: 70 Nm (Eco), 105 Nm (Auto, Trail, Turbo) e 120 Nm (Boost).
  • Potenza: 250 W (nominale), 850 W (di picco), 1000 W (massima).
  • Peso: 2,52 kg (unità motrice), 2,87 kg (batteria da 600Wh), 3,74 kg (batteria da 800Wh).
  • Ricarica rapida: 0-100% in circa 2h 25min (batteria da 800Wh).
  • Display touchscreen OLED da 2 pollici, 800 nit, 326 ppi.
  • Assistenza intelligente alla camminata con varie modalità di supporto.
  • Interfaccia e parametri di guida personalizzabili.
  • Controller wireless con connettività Bluetooth.

Geometria Unno Mith

Abbiamo accorciato il tubo sella e aumentato l’inserzione di 60 mm per poter montare i forcellini più lunghi in tutte le taglie, pur mantenendo il nostro design unico e dirompente del telaio. Ora le biciclette sono disponibili con forcellini da 150 mm in S1, 180 mm in S2 e 210 mm in S3. L’ammortizzatore è ora facilmente accessibile per effettuare le regolazioni e la manutenzione senza problemi, e il telaio è compatibile anche con gli ammortizzatori a molla.

Unno Mith

Abbiamo riportato l’esclusivo look UNNO dei nostri primi telai made-in-Barcelona di un tempo sui nostri modelli MITH Factory e Pro. La finitura in tessuto twill non è solo estetica, ma aggiunge una maggiore resistenza agli urti rispetto alla finitura UD.

Unno Mith

Siamo tornati alla semplicità e abbiamo abbandonato la tendenza a far passare i cavi attraverso la serie sterzo, a tutto vantaggio della durata e della facilità di manutenzione. Inoltre, il passaggio dei cavi è ora completamente guidato per un’esperienza di guida silenziosa.

Non c’è niente di più fastidioso di parti rumorose durante la guida, quindi abbiamo progettato una nuova protezione in gomma per il fodero e la maglia inferiore che ora include creste di smorzamento per eliminare il rumore della catena.

I nostri telai MITH sono testati fino a due volte la norma ISO, il che ci permette di offrire una garanzia a vita su qualsiasi telaio.

La nuova MITH è dotata di pedivelle di serie da 155 mm per offrire un’eccezionale distanza dal terreno e una posizione di guida più centrata.

La cinematica della sospensione utilizza un 30% iniziale della curva con una progressione più elevata per ottenere la massima sensibilità alle piccole asperità, mentre il restante 70% ha un rapporto progressivo minore per fornire una piattaforma sufficiente a spingere la moto in curva e offrire una buona resistenza al bottom-out.

Proponiamo due diverse impostazioni del SAG: 30% per un assetto standard o 35% per un assetto più aggressivo, soprattutto sui sentieri più ripidi. Quando si utilizza il 35%, la bicicletta è più aperta di 0,5°.

Abbiamo ascoltato attentamente il feedback dei nostri clienti e ora offriamo cuscinetti più grandi con un aumento del carico di 4 volte rispetto ai precedenti.

Le protezioni antipolvere proteggono tutti i cuscinetti da fango, sporcizia e acqua, aumentandone la durata. Se dovesse succedere qualcosa, ora sono anche coperti da una garanzia a vita.

Prezzi Unno Mith

Unno Mith Pro: 11.995€
Unno Mith Race: 9.995€

Allestimenti sul sito Unno

Commenti

  1. La unno ha pochissimo pkb
    Credo che dal pignone 18 16 sia a zero
    Se con il mozzo e13 ti riferisci ad un mozzo anti pkb
  2. MaxGuscio:

    Riporto in auge la discussione unno mith per condividere qualche mia impressione dopo circa 500 km percorsi perlopiù tra sentieri alpini sui 1000 metri di altitudine e boschi. Allora, la bici in discesa è fantastica, molto piu divertente di come me la aspettavo; la credevo una schiacciasassi (che lo è) ma è anche molto giocosa. La forcella da un pò di uscite ha iniziato a "slegarsi" ed ora è molto più plush, cosa che invece l'ammortizzatore era stato fin da subito, tanto da aver chiuso un paio di click. Le schwalbe fanno si che io giri 0,1-0,2 bar in piu di quanto giravo solitamente con le maxxis, e mi piacciono molto (attendo di provarle su sentieri del finalese per vedere come si comportano); i maven dopo lo spurgo frenano e lo fanno anche bene, promossi. Nonostante un reach normale/corto per le ebike moderne mi trovo ben centrato nella guida, probabilmente dovuto allo stack alto, e per avere una guida ancora un pò piu aggressiva utilizzo uno solo spacer sotto l'attacco manubrio. Per quanto riguarda il cockpit ho inclinato ancora leggermente verso il basso le leve freno rispetto a come le utilizzavo sulla levo Gen 2, il manubrio l'ho sempre utilizzato un pò piu inclinato verso l'avanti. Manubrio tagliato a 77 cm (negli anni ho provato tutte le misure da 75 a 80) e sono indeciso se tagliare ancora 1 cm, anche se probabilmente non me ne accorgerei della differenza, vedremo. Unico difetto, ma lo sapevo al momento dell'acquisto, è il baricentro decisamente basso che comporta qualche colpo zona motore di troppo. Ma dove mi ha stupito è in salita, veramente incredibile, non oso immaginare cosa sia in grado di fare un'amflow. Forse non avevo aspettative troppo alte per la fase up, ma mai mi era capitato di scegliere sempre le linee piu difficili, cercare i gradoni di radici, mettere alla prova più e più volte me e il mezzo. Qui l'avinox e la tecnologia hardware ma forse ancor piu software che gli sta dietro sicuramene fa la differenza. Certo con il corpo devi muoverti veramente tanto per compensare, richiede guida attiva in discesa tanto quanto in salita. Nota a margine ho inserito tutti i pin nel telescopico per avere l'altezza per me piu ideale tra telescopico tutto chiuso e tutto esteso. Spero di essere stato utile ma sicuramente avrò dimenticato qualcosa. Probabilmente tra altri 500 km avrò variato ancora qualcosa. Ora quando scioglierà la neve, aspetto impazientemente di testarla su quote alpine più importanti.
    Che invidia [email protected] rotto il porcellino..mi salta dentro una del dechatlon sacramento...ma quelle dei bambini senza pedali o_O o_O o_O o_O bellissima,era la mia prima scelta..ma i sogni restan sogni:joy:.Brakky
  3. MaxGuscio:

    Riporto in auge la discussione unno mith per condividere qualche mia impressione dopo circa 500 km percorsi perlopiù tra sentieri alpini sui 1000 metri di altitudine e boschi. Allora, la bici in discesa è fantastica, molto piu divertente di come me la aspettavo; la credevo una schiacciasassi (che lo è) ma è anche molto giocosa. La forcella da un pò di uscite ha iniziato a "slegarsi" ed ora è molto più plush, cosa che invece l'ammortizzatore era stato fin da subito, tanto da aver chiuso un paio di click. Le schwalbe fanno si che io giri 0,1-0,2 bar in piu di quanto giravo solitamente con le maxxis, e mi piacciono molto (attendo di provarle su sentieri del finalese per vedere come si comportano); i maven dopo lo spurgo frenano e lo fanno anche bene, promossi. Nonostante un reach normale/corto per le ebike moderne mi trovo ben centrato nella guida, probabilmente dovuto allo stack alto, e per avere una guida ancora un pò piu aggressiva utilizzo uno solo spacer sotto l'attacco manubrio. Per quanto riguarda il cockpit ho inclinato ancora leggermente verso il basso le leve freno rispetto a come le utilizzavo sulla levo Gen 2, il manubrio l'ho sempre utilizzato un pò piu inclinato verso l'avanti. Manubrio tagliato a 77 cm (negli anni ho provato tutte le misure da 75 a 80) e sono indeciso se tagliare ancora 1 cm, anche se probabilmente non me ne accorgerei della differenza, vedremo. Unico difetto, ma lo sapevo al momento dell'acquisto, è il baricentro decisamente basso che comporta qualche colpo zona motore di troppo. Ma dove mi ha stupito è in salita, veramente incredibile, non oso immaginare cosa sia in grado di fare un'amflow. Forse non avevo aspettative troppo alte per la fase up, ma mai mi era capitato di scegliere sempre le linee piu difficili, cercare i gradoni di radici, mettere alla prova più e più volte me e il mezzo. Qui l'avinox e la tecnologia hardware ma forse ancor piu software che gli sta dietro sicuramene fa la differenza. Certo con il corpo devi muoverti veramente tanto per compensare, richiede guida attiva in discesa tanto quanto in salita. Nota a margine ho inserito tutti i pin nel telescopico per avere l'altezza per me piu ideale tra telescopico tutto chiuso e tutto esteso. Spero di essere stato utile ma sicuramente avrò dimenticato qualcosa. Probabilmente tra altri 500 km avrò variato ancora qualcosa. Ora quando scioglierà la neve, aspetto impazientemente di testarla su quote alpine più importanti.
    Confermo tutto, in particolare il discorso forcella che per fortuna con l’uso si sta slegando. Per i maven è stato necessario fare lo spurgo per averli funzionanti. Per il resto bici eccezionale nonostante qualche zappata in più della mia precedente
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