Test Amflow PL Carbon Pro: 20.5 kg con 800Wh di batteria

Pietro.68

Ebiker celestialis
3 Gennaio 2019
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Levo e Stumpjumper
pensa che fessi quelli di specialized che pur avendo i migliori markettari del settore per anni e anni ora devono attaccarsi alla guerra dei numeri per vendere quei pachidermi di turbo levo in 3 declinazioni..
Ooooooohhhhhh. Vuoi fare a botte? Piano con le parole. La mia levo è una signorina. E mi sta dando tante soddisfazioni :joy: :yum
 

Pietro.68

Ebiker celestialis
3 Gennaio 2019
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Levo e Stumpjumper
Il modello di business è chiaro: DJI sviluppa il motore, mentre i produttori di biciclette costruiscono i telai attorno ad esso. Tuttavia, quando il team europeo prova a proporlo agli OEM, le risposte sono quasi sempre negative.
Spesso non ricevono risposta, oppure vengono ignorati. Su molte chiamate, solo una porta a un contatto reale. Anche ottenere un semplice meeting è complicato.
Quando riescono a presentare il prodotto, incontrano forte scetticismo: caratteristiche come la ricarica veloce, l’elevata coppia o soluzioni innovative non vengono comprese o ritenute inutili.
In alcuni casi, le reazioni sono apertamente negative. Un episodio emblematico racconta di un interlocutore più interessato a ottenere un drone gratuito che al motore stesso.
Il problema è tutto qua.
Quelli della bike industry non avevano capito niente di quello che voleva il mercato.
A loro bastava cambiare il colore ogni 2 anni e aumentare il prezzo di 2000 euro.
Dji gli ha ammazzato la gallina dalle uova d'oro....
 

skaas

Ebiker celestialis
6 Settembre 2022
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Ecco un estratto di un bel approfondimento giornalistico fatto da e-mtb review su AM Flow


Reduce dal Sea Otter, racconta di aver incontrato il team Avinox e di aver avuto un confronto molto aperto: molti di loro seguono già il canale e si sono dimostrati disponibili a condividere informazioni.
Questo ha permesso di capire chi c’è dietro al brand, come lavorano, che approccio hanno e quale direzione stanno prendendo.
Il tutto arricchito da alcuni aneddoti che rendono il racconto più leggero e interessante.


Le origini (2022)

Nel 2022, in pieno bike boom, i fondatori di DJI, appassionati anche di ciclismo, si pongono una domanda semplice: perché non sviluppare un prodotto per il mondo bike?
La riflessione è diretta: hanno già tecnologia avanzata, competenze ingegneristiche e risorse. Quindi perché non realizzare un motore per e-bike?
Viene scelto un giovane ingegnere, Joey, proveniente dal team che lavorava sui droni cargo, affiancato da un piccolo gruppo di tecnici. A loro viene dato un mandato chiaro: definire il prodotto e costruire un motore e-bike da zero.

Parallelamente viene coinvolta una figura europea, un tedesco di nome Perdin, anch’egli interno a DJI e biker esperto. Il suo ruolo è quello di interfaccia con il mercato: vendere il motore e trasmettere al team tecnico le esigenze reali dei rider.
Il progetto parte con entusiasmo. Tuttavia, pur avendo grande competenza tecnica, il team si trova a muoversi in un settore completamente nuovo per loro.


Difficoltà iniziali e scetticismo
Le prime fasi sono estremamente difficili. Il team non conosce ancora le dinamiche del mondo bici e fatica a trovare una direzione chiara.
Nonostante abbiano un metodo solido di sviluppo prodotto, nel settore non vengono presi sul serio. Il motore passa attraverso numerose iterazioni, ma il problema principale resta l’accettazione da parte dell’industria.
Il modello di business è chiaro: DJI sviluppa il motore, mentre i produttori di biciclette costruiscono i telai attorno ad esso. Tuttavia, quando il team europeo prova a proporlo agli OEM, le risposte sono quasi sempre negative.
Spesso non ricevono risposta, oppure vengono ignorati. Su molte chiamate, solo una porta a un contatto reale. Anche ottenere un semplice meeting è complicato.
Quando riescono a presentare il prodotto, incontrano forte scetticismo: caratteristiche come la ricarica veloce, l’elevata coppia o soluzioni innovative non vengono comprese o ritenute inutili.
In alcuni casi, le reazioni sono apertamente negative. Un episodio emblematico racconta di un interlocutore più interessato a ottenere un drone gratuito che al motore stesso.

È una fase di grande difficoltà, in cui il progetto fatica a trovare spazio.
La svolta arriverà solo più avanti, in occasione di un evento chiave.


La svolta Eurobike 2024

Circa nove mesi prima di Eurobike 2024, il team decide di ripartire completamente da zero. Nonostante il lavoro già fatto, i fondatori di DJI spingono per un reset totale del progetto.
Arrivati all’ottava versione del motore, emerge finalmente qualcosa di convincente. A questo punto decidono di portarlo fuori dal laboratorio e montarlo su biciclette reali.
Joey si occupa personalmente di gran parte del lavoro: modifica, installa e adatta i motori manualmente. Le risorse sono limitate e il team è ancora molto piccolo.
Alla fine riescono a preparare soltanto cinque bici, che vengono portate a Eurobike 2024.

Le prove avvengono direttamente lì, in fiera, nell’area esterna (parcheggio).
Inizialmente i test sono brevi e poco strutturati, ma succede qualcosa di inaspettato.
Chi prova la bici rimane colpito. Le reazioni sono entusiaste, e rapidamente si formano code sempre più lunghe. Si arriva a tempi di attesa fino a due ore.
Il fatto di avere solo cinque bici amplifica il fenomeno: la scarsità crea interesse e curiosità.

A quel punto il settore inizia a reagire. Prima si avvicinano produttori e dealer, poi anche i consumatori. Il passaparola si diffonde rapidamente e sempre più persone vogliono provare il sistema.
Molti si rendono conto di essersi persi qualcosa.
Dopo l’evento, tornati a Shenzhen, il team viene sommerso da richieste. In pochissimo tempo passano da una situazione di scetticismo totale a un forte interesse globale.
Oggi il team conta circa 150 persone, con una crescita prevista fino a circa 500 nel breve periodo, segno di un’espansione molto rapida del progetto.


Strategia doppia e bici Amflow

Vista la difficoltà iniziale nel convincere i produttori a utilizzare il loro motore, DJI decide di cambiare strategia.
Nasce così Amflow, un marchio di biciclette interno, pensato per mostrare direttamente il potenziale del sistema.
Da quel momento adottano un approccio doppio:

* continuare a vendere il motore ai brand
* sviluppare e commercializzare bici proprie

La prima bici è la PL, equipaggiata con il motore M1.
Viene presentata nel 2025 e successivamente lanciata anche negli Stati Uniti.
Non è un prodotto perfetto, ma presenta caratteristiche molto interessanti: è leggera, ha un design pulito e soprattutto monta un motore considerato nettamente superiore alla media.
La bici nel complesso funziona bene, pur avendo alcuni limiti. Tuttavia, offre una base molto solida su cui costruire.
Secondo le informazioni riportate, il sistema raggiunge circa 30.000 unità vendute nel primo anno.

I piccoli produttori, più flessibili, riescono ad adottare il motore più rapidamente rispetto ai grandi marchi, sviluppando bici dedicate in tempi ristretri e suscitando un grande interesse nel mercato.


Il lancio dei motori M2 e M2S

Ci si aspettava che un aggiornamento del motore arrivasse più avanti, magari nel 2027 o 2028. Invece no: già ad aprile 2026, quindi in meno di un anno, il motore viene aggiornato.

DJI introduce due nuovi motori. Se prima esisteva l’M1, ora arrivano l’M2 e l’M2S, accompagnati anche da diverse nuove batterie.
La cosa interessante è che mantengono lo stesso form factor: stessa dimensione, stesso ingombro, peso quasi identico, con differenze minime di pochi grammi. Nonostante questo, riescono ad aumentare la coppia di circa il 45%.
Questo viene percepito come qualcosa di impressionante. Oltre a questo, vengono introdotte nuove funzionalità, tra cui anche la navigazione integrata.
Arrivano anche nuove batterie, incluse versioni removibili, e un nuovo posizionamento di prezzo legato proprio a queste configurazioni.

Il ritmo di sviluppo è definito quasi “spaventoso” per quanto è rapido.

Un’altra innovazione riguarda la batteria per le piattaforme ultraleggere e ad alte prestazioni (indicate come PX). Il team decide di sviluppare internamente anche questo componente.
Realizzano quindi una batteria proprietaria, costruita secondo specifiche proprie, progettata per integrarsi perfettamente nel tubo obliquo.
L’obiettivo è chiaro: telai con down tube più sottili e puliti. Per questo la batteria assume una forma specifica, non perfettamente rotonda, perché deve adattarsi agli spazi interni lasciando posto anche ai cablaggi.
La soluzione è modulare: più unità vengono combinate tra loro. Impilandone nove si arriva a una capacità di circa 700 Wh.
Il risultato è una batteria molto interessante, che dimostra ancora una volta la velocità e la direzione dello sviluppo tecnologico del progetto.
Grazie di questo contributo !! Al di la che sia dji, mi appassionano un sacco questi dietro le quinte. Così come tutto cio’ che c’e’ dietro al prodotto finito, che a volte e’ molto piu’ interessante dello stesso. Dall’idea, i primi prototipi, le difficoltà e come vengono gestite, la realizzazione in scala 1:1 (bellissimi i telai emtb che ho visto realizzati in “plexiglass trasparente”, non so cosa usano) che fanno vedere l’anima interna… insomma c’e’ un mondo dietro…come in tutte le cose..
 

skaas

Ebiker celestialis
6 Settembre 2022
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Il problema è tutto qua.
Quelli della bike industry non avevano capito niente di quello che voleva il mercato.
A loro bastava cambiare il colore ogni 2 anni e aumentare il prezzo di 2000 euro.
Dji gli ha ammazzato la gallina dalle uova d'oro....
Usa pure il presente.


comprare a queste condizioni si va solo ad alimentare il gioco. E si torna al dibattito di chi sia la colpa…
 

DIRT-E-BIKE

Ebiker grandiosus
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PARMA
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HAIBIKE XDURO FLYON N DURO 5.0
Un team di sviluppo veramente professionale e ben strutturato, dal reparto tecnico, ricerca e sviluppo e per finire un marketing da 10 e lode

Hanno capito che l ebike è uno dei prodotti perfetti per noi boomeroni europei ed hanno fatto sì che degli stessi europei del settore ciclistico sportivo , capaci di ascoltare le esigenze dei ciclisti affascinati dalle ebike e che hanno, in questi 15 anni di diffusione delle assistite, di partecipare in maniera attiva allo sviluppo della ebike sportiva/ ricreazionale.

C é più europa in AMFLOW che in tanti altri brands di bici.

Una strada intrapresa e ripetuta più volte anni fa anche nel settore moto, Yamaha dopo il successo dell epoca Valentininana entrò in crisi verso il 2012 per immobilità progettuale e come risposta mandò in Europa in stage dei giapponesi giovani e preparati a lavorare nei principali concessionari europei, da noi è venuto un ragazzo che ha lavorato a contatto con il pubblico per circa 6 mesi, usando le moto personalmente e interagendo con i lavori in officina e magazzino , cercando di analizzare il settore dal punto di vista del cliente ( europeo , anzi italiano che è il riferimento mondiale nelle moto, come immagine e tendenze).

Tornato in sede ad Iwata , l anno successivo Yamaha presenta le sue nuove piattaforme CP 3 CP 2 con modelli ( MT series e TRACER series ) che rispecchiavano perfettamente quello che il mercato voleva il quel periodo, leggerezza, sportività, versatilità , rapporto qualità prezzo, ed i risultati sono a distanza di 15 anni ottimi.

Visto il mio legame con Yamaha in ambito lavorativo da quasi 30anni mi rammarica il fatto della situazione delle ebike, dove c erano le potenzialità per fare prima e anche meglio quello che sta facendo Amflow e DJI , forse è proprio mancato quel rapporto umano tra manager/progettisti e clientela che invece c era stato per le moto, o molto probabilmente per yamaha non è vantaggioso investire ora sul un pubblico fatto principalmente di over 50 europei .
Lode invece a AMFlow e vediamo cosa succede ai tanti/troppi brand di bici che ci sono sul mercato.
 

Giocody

Ebiker grandiosus
20 Ottobre 2016
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Conway eWME629
Un team di sviluppo veramente professionale e ben strutturato, dal reparto tecnico, ricerca e sviluppo e per finire un marketing da 10 e lode

Hanno capito che l ebike è uno dei prodotti perfetti per noi boomeroni europei ed hanno fatto sì che degli stessi europei del settore ciclistico sportivo , capaci di ascoltare le esigenze dei ciclisti affascinati dalle ebike e che hanno, in questi 15 anni di diffusione delle assistite, di partecipare in maniera attiva allo sviluppo della ebike sportiva/ ricreazionale.

C é più europa in AMFLOW che in tanti altri brands di bici.

Una strada intrapresa e ripetuta più volte anni fa anche nel settore moto, Yamaha dopo il successo dell epoca Valentininana entrò in crisi verso il 2012 per immobilità progettuale e come risposta mandò in Europa in stage dei giapponesi giovani e preparati a lavorare nei principali concessionari europei, da noi è venuto un ragazzo che ha lavorato a contatto con il pubblico per circa 6 mesi, usando le moto personalmente e interagendo con i lavori in officina e magazzino , cercando di analizzare il settore dal punto di vista del cliente ( europeo , anzi italiano che è il riferimento mondiale nelle moto, come immagine e tendenze).

Tornato in sede ad Iwata , l anno successivo Yamaha presenta le sue nuove piattaforme CP 3 CP 2 con modelli ( MT series e TRACER series ) che rispecchiavano perfettamente quello che il mercato voleva il quel periodo, leggerezza, sportività, versatilità , rapporto qualità prezzo, ed i risultati sono a distanza di 15 anni ottimi.

Visto il mio legame con Yamaha in ambito lavorativo da quasi 30anni mi rammarica il fatto della situazione delle ebike, dove c erano le potenzialità per fare prima e anche meglio quello che sta facendo Amflow e DJI , forse è proprio mancato quel rapporto umano tra manager/progettisti e clientela che invece c era stato per le moto, o molto probabilmente per yamaha non è vantaggioso investire ora sul un pubblico fatto principalmente di over 50 europei .
Lode invece a AMFlow e vediamo cosa succede ai tanti/troppi brand di bici che ci sono sul mercato.
Vero, Yamaha credo sia l'unica casa giapponese a non avere una mentalità prettamente "nipponica", guarda quanto ci ha messo Honda a rifare l'AT che gli chiedevano i clienti europei da decenni, per esempio; Suzuki sono anni che investe fortemente nel settore auto lasciando un po' da parte le moto, Kawasaki ha talmente tante attività che per loro le moto sono un settore nemmeno secondario, ancora minore, l'unico step fatto è con Bimota, vediamo se continueranno, come spero.
 

muscolare

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Realizzano quindi una batteria proprietaria, costruita secondo specifiche proprie, progettata per integrarsi perfettamente nel tubo obliquo.
L’obiettivo è chiaro: telai con down tube più sottili e puliti. Per questo la batteria assume una forma specifica, non perfettamente rotonda, perché deve adattarsi agli spazi interni lasciando posto anche ai cablaggi.
La soluzione è modulare: più unità vengono combinate tra loro. Impilandone nove si arriva a una capacità di circa 700 Wh.

Nove? Se a parte il formato la chimica è la stessa delle tradizionali celle Li-Ion da 3,7V ce ne dovrebbero volere 10 in serie, non nove. Mi sono perso qualcosa?
 
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Fantic XF1 Integra Carbon 160/170 720 Wh (2022)
Kawasaki ha talmente tante attività che per loro le moto sono un settore nemmeno secondario, ancora minore,

Vero, ma oggi come oggi se dovessi mettermi in garage una moto come sfizio da tenere a vita e per i posteri ... sarebbe una Kawa H2 SX SE, impressionante la tecnologia e le prestazioni concentrate in quei 999 cm3 "supercharged".
 

Thoraffo

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A loro bastava cambiare il colore ogni 2 anni e aumentare il prezzo di 2000 euro.
Dji gli ha ammazzato la gallina dalle uova d'oro....
non è vero è tutto marketing e tu sei solo un povero fanboy! :sob: :joy:
 

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Vero, ma oggi come oggi se dovessi mettermi in garage una moto come sfizio da tenere a vita e per i posteri ... sarebbe una Kawa H2 SX SE, impressionante la tecnologia e le prestazioni concentrate in quei 999 cm3 "supercharged".
Le moto turbo c’erano anche negli anni 80, la h2 è talmente strana che non sai da che parte sia il davanti o il dietro!! Se proprio vuoi una pietra miliare Kawasaki una bella mach 3 e tempi !!
 
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Amflow PL Carbon, Rotwild E1+
sta chicca me l'ero persa fa veramente il paio con i deliri di boyce sui bot cinesi nei suoi video :joy: :joy: :joy: :joy: :joy: :joy:
Già. Io che sono uno degli early adopters (e ho cominciato a parlarne bene dopo aver cominciato ad usarla) sto ancora aspettando l'assegno da Amflow! Mannaggia alli cinesi!! :laughing:
 

Giocody

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Conway eWME629
Già. Io che sono uno degli early adopters (e ho cominciato a parlarne bene dopo aver cominciato ad usarla) sto ancora aspettando l'assegno da Amflow! Mannaggia alli cinesi!! :laughing:
Sei stato poco furbo, io l'ho fatto senza averla ed ora giro con una macchina nuova di zecca.
Sei un barbone.
 

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Ebiker celestialis
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Fantic XF1 Integra Carbon 160/170 720 Wh (2022)
Le moto turbo c’erano anche negli anni 80, la h2 è talmente strana che non sai da che parte sia il davanti o il dietro!! Se proprio vuoi una pietra miliare Kawasaki una bella mach 3 e tempi !!

La H2 non è turbo ma appunto supercharged (compressore volumetrico), e gli anni '80 sono finiti da un pezzo. L'estetica è questione di gusti, a me piace, e piaccia o non piaccia è una pietra miliare.
 

gil46

Ebiker grandissimus
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Specialized Turbo levo Pro gen 4
Mi ero scordato dei fan boy che sono peggio dei tori che che vedono rosso e come dici qualcosa corrono subito ai riparo e manco sanno leggere quello che scrivi :joy:
 

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La H2 non è turbo ma appunto supercharged (compressore volumetrico), e gli anni '80 sono finiti da un pezzo. L'estetica è questione di gusti, a me piace, e piaccia o non piaccia è una pietra miliare.
Il concetto è simile ma Il funzionamento è differente ma ne L una ne l altra soluzione ha dato un reale vantaggio sulle due ruote ed sono state abbandonate per problemi di ingombro e pesi, soprattutto sulle
Moto di serie.
Molto valido il supercharged invece nelle moto d acqua sia per Kawasaki che per Yamaha .
troppo OT, scusate.
 

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