Bikepark senza risalite meccanizzate

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Una ebike risolve il problema degli impianti chiusi o inesistenti!

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Commenti

  1. czarn:

    peraltro mi aspetterei la nascita di un sacco di mini park sulle colline di tutta italia. 100/200 metri di dislivello zeppi di ostacoli. pochi costi di gestione, un sacco di gente che può svilupparsi tecnicamente e strutture vicine finalmente ai grossi bacini di utenza.
    Ma bike park così, se li intendi senza risalita meccanizzata, sono in pratica tutti i trail del mondo. Chi pagherebbe per usare trail raggiungibili con le proprie gambe?
  2. JoRo:

    Ma bike park così, se li intendi senza risalita meccanizzata, sono in pratica tutti i trail del mondo. Chi pagherebbe per usare trail raggiungibili con le proprie gambe?
    semplicemente sono "trail area" che probabilmente in giro per il mondo esistono (anzi non probabilmente ma sicuramente), e che possono rappresentare molte realtà. In Italia una trail area che mi viene in mente è quella della Paganella, dove i ragazzi che fanno manutenzione al park, lavorano anche sui natural trail condivisi con i pedoni.
    Ci sono tanti modi per cui una roba del genere potrebbe esistere, appunto grazie al "sostegno" economico di un park dove si paga il biglietto, grazie all'interesse di amministrazioni lungimiranti, grazie all'interesse di associazioni o attività che potrebbero essere favorite dallo sviluppo in loco di questo sport. Con le ebike si apre un mondo che prima non c'era, e secondo me molti piccoli BP insieme alle amministrazioni, dovrebbero aprirsi a sviluppare progetti del genere, invece che continuare ad investire inutilmente centinaia di migliaia di euro sull'inverno e sullo sparare neve, quando ormai sappiamo come funziona il clima.
    E così si potrebbero ottenere molti vantaggi: sentieri sempre in ordine, segnalati, sentieri condivisi con i pedoni dove possibile che potrebbero anch'essi godere di sentieri puliti, e perchè no, recupero ambientale e di sentieri anche totalmente pedonali, esclusi alle bici.

    Leggevo su qualche forum di un ragazzo che raccontava che dalle sue parti (al 99% era all'estero) i sentieri vengono puliti e segnalati da un'associazione della zona, che lavora tramite volontari e grazie alle donazioni: sui trail si trovano dei cartelli con le indicazioni per donare e sostenere la causa. Chi è che si compra 5000-6000 mila euro di ebike e poi non avrebbe voglia di trovarsi i sentieri intorno a casa sempre puliti e ben messi spendendo che so io, 100€ all'anno?
  3. DIRT-E-BIKE:

    Scusate l ignoranza , ma nei bike park ufficiali, con impianti di risalita a pagamento, in caso di infortunio in discesa, c è una copertura assicurativa?
    E invece se ci si fa male in un di quei percorsi costruiti e gestito da qualche club privato?
    Così a occhio mi pare strano. Se vai a girare in pista a Monza con la tua auto, paghi ma non ti fanno assicurazioni: firmi una liberatoria che se ti fai male son problemi tuoi.
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