[Test] Formula Cura 4 Kashima

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Vi avevamo fatto vedere i Formula Cura 4 Kashima in anteprima al Bike Festival 2026. Da fine maggio sono stati montati sulla mia Santa Cruz Bronson, e da allora ho fatto fuori 3 paia di pastiglie per riuscire a darvi un test il più dettagliato possibile. Prima però ripassiamo le parteicolarità tecniche di questi freni.

Formula ha anni di esperienza con il rivestimento Kashima Coat della Miyaki Company. Dal 2020, i loro componenti di sospensioni per moto e trial di livello elite, venduti con il nome Tech Suspension, usano tutti il rivestimento Kashima Coat. Questa edizione premium dei Cura 4 viene fornita di serie con la leva in due pezzi e pastiglie sinterizzate installate, oltre a un set di pastiglie organiche nella confezione. Queste leve aggiornate sono dotate di regolazione della portata senza attrezzi e del sistema di controllo del feeling, che consente di regolare quanto progressiva o lineare si desidera che sia la frenata. Le pastiglie sinterizzate offrono le massime prestazioni di frenata, mentre quelle organiche garantiscono una configurazione silenziosa e semplice.

Formula Cura 4 Kashima

Dettagli Formula Cura 4 Kashima

  • Finitura con rivestimento Kashima sulla pinza e sul corpo della pompa freno
  • Quattro pistoni in materiale termoplastico da 18 mm con guarnizioni a basso rollback
  • Leva in due pezzi con sistema di controllo della sensibilità e regolazione della corsa senza attrezzi
  • Pastiglie sinterizzate montate; pastiglie organiche incluse nella confezione
  • Abbinabile ai nuovi dischi in due pezzi con finitura anodizzata Japanese Gold (203 / 180 / 160 mm)
  • Compatibile con tutti i nostri rotori monolitici e a due pezzi.
  • Peso: 400 g (tubo da 85 cm, rotore monoblocco da 160 mm e kit di montaggio)
  • Prezzo consigliato: 310 € per freno (adattatori e rotori venduti separatamente)
  • Non è un’edizione limitata
  • Formula

Kashima Coat

Kashima Coat è una finitura anodizzata dura brevettata, sviluppata e applicata in esclusiva dalla Miyaki Company in Giappone. I vantaggi di questa finitura dorata secondo Formula sono una migliore lubrificazione e una superficie più resistente all’usura, il che si traduce in un attrito ridotto, prestazioni più fluide e una maggiore durata. Questo è il motivo per cui questi freni sono molto più costosi rispetto ai normali Cura 4: ogni freno deve essere spedito in Giappone per essere anodizzato internamente dalla Miyaki Company.

Formula Cura 4 Kashima

Setup

Ho montato un disco da 180mm di diametro al posteriore e uno da 200mm all’anteriore. Ho iniziato il test con le pastiglie sinterizzate, per poi passare a quelle organiche ed infine a delle Galfer viola appositamente progettate per i Cura 4. Ho tagliato i tubi alla lunghezza desiderata, facendo un semplice spurgo e usando olio minerale Shimano che avevo in officina. Lo spurgo è pulito e veloce grazie all’uso di siringhe filettate che vanno avvitate alla pinza e al pompante, evitando perdite d’olio.

Formula Cura 4 Kashima

Ho regolato le leve senza attrezzi (cosa molto comoda) sia per quanto riguarda la loro distanza dal manubrio, sia per quanto riguarda il feeling di frenata progressivo/lineare. Questo è stato impostato più o meno a metà corsa e non l’ho più toccato perché ero soddisfatto delle sensazioni.

Ho fatto un bel rodaggio ogni volta che ho cambiato pastiglie, dopo aver pulito il disco con il Brake Cleaner. Questa è un’operazione essenziale per evitare rumori, infatti i freni sono stati silenziosi durante tutto il test, sbatacchiamento delle pastiglie a parte, su cui tornerò dopo.

Nella foto qui sotto vedete i freni con il disco a due pezzi  con finitura Kashima, che non è arrivato però per la nostra prova.

Formula Cura 4 Kashima

Il test

Dico subito che la potenza frenante e la modulabilità dei Formula Cura 4 Kashima sono ottime. Li ho usati nei frangenti più disparati, dalle discese di 1300 metri di dislivello senza pausa della Plose al ripidissimo sentiero Ninja in val di Fassa durante il raduno Santa Cruz e non hanno mai battuto ciglio, nel senso che non sono mai andati in fading, neanche quando le pastiglie organiche erano arrivate al metallo.

Formula Cura 4 Kashima

A tal proposito va detto che le organiche, soprattutto al posteriore, si consumano molto velocemente, ma danno potenza frenante istantanea anche a freno freddo. La gestione del consumo delle pastiglie è perfetta, perché la corsa della leva si allunga pochissimo, senza vere conseguenze nel riding.

Quello che mi ha dato molto fastidio è stato lo sbatacchiamento delle pastiglie quando il freno non viene usato, per esempio su un tratto dritto scassato. Le ho provate tutte, prima di trovare la soluzione: ho chiamato Formula, a cui la cosa risultava nuova, ho allargato le mollettine che tengono in sede delle pastiglie, diminuendo leggermente il rumore per un po’ di tempo, fin quando le mollettine non perdevano tensione, ho cambiato le organiche con le sinterizzate in tutte le combinazioni possibili, ma niente, il rumore mi perseguitava. Finché non sono arrivate le pastiglie Galfer viola, e da quel momento in poi è calato il silenzio. Questo mi fa credere che le pastiglie originali facciano parte di un lotto con delle tolleranze sbagliate.

Il rivestimento Kashima serve a qualcosa? Sicuramente serve a farsi notare e a fare un bell’abbinamento cromatico se si hanno sospensioni e reggisella Fox Factory. A livello pratico non saprevi proprio dirvi, anche perché in un freno non vado a cercare “maggior fluidità” o “attrito ridotto”, ma proprio il contrario, anche se devo dire che la leva non richiede particolare forza per essere tirata e il dosaggio è molto naturale. Sulla sua durata nel tempo 3 mesi di test non sono sufficienti per un verdetto, al momento però non ho né graffi né parti scolorite.

Come potrete immaginare, in questa estate torrida sono state molto poche, se non del tutto assenti, le condizioni di bagnato in cui ho potuto provare i Formula 4 Kashima, ma aggiornerò il test nella speranza che prima o poi ricominci a piovere. La cosa che mi fa ben sperare in un’elevata silenziosità sono i dischi spessi 2.3mm. Proprio grazie alla loro robustezza entrambi i dischi del test sono rimasti dritti, evitando rumori di “zin zin” dovuti a botte e deformazioni.

Un paragone con i freni che al momento sono per me il punto di riferimento, ovvero gli SRAM Maven dopo l’aggiornamento per rendere il punto di frenata meno brutale. I Formula Kashima Cura 4 sono più modulabili, hanno una leggera spugnosità simile agli Hope, e sono un po’ meno potenti, cosa che dovrebbe venire apprezzata da tanti rider. Vincono per quanto riguarda l’estetica più filigrana, anche senza rivestimento Kashima. Entrambi i freni hanno un sistema di spurgo facile e pulito, al contrario degli Shimano che ancora usano tubicini a pressione sul lato pinza.

Conclusioni

Il Formula Cura 4 (e anche la versione a 2 pistoncini) è uno dei freni più amati dagli utenti del nostro forum per il suo rapporto qualità/prezzo. La versione Kashima aggiunge un’estetica accattivante e un sovrapprezzo che a livello funzionale è difficile giustificare, ma che non farà una grande differenza a chi monta le sospensioni top di gamma Fox con rivestimento dorato. A livello funzionale sono ottimi per quanto riguarda potenza e modulabilità, anche se non hanno quel feeling diretto dei Maven.

Foto in azione di Jonny Livorti.

Commenti

  1. marco:

    Ho girato anche io con Claudio quando aveva questi freni e mi aveva detto dei suoi problemi. Io però non ho mai avuto problemi di dita stanche o poca potenza, malgrado come detto lunghe discese ripide. E io freno più di lui, haha
    Sara fallato un modello su mille...la sfiga l ha dato a lui....a no un altro a quel pirla del @turra paolo o_O o_O ma lui se lo merita.Brakky
  2. fontafox:

    qualcuno ha capito in cosa consiste la modifica "per e-bike" che si vede sul sito Formula?
    è tipo un tubicino extra che esce da dietro la leva.

    pare quasi un sensore.
    Credo ma sarebbe da approfondire che si tratti di un collegamento elettivo con cui appena freni il motore smette di erogare assistenza, probabilmente utile per motori al mozzo. Io non ho mai visto questo modello dal vivo.
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