La velocità di avanzamento in bici, a parità di fattori esterni, è determinata dalla sola potenza erogata sui pedali, indipendentemente dalla cadenza. Se spingi 180 watt a 50 rpm o 100 rpm andrai veloce uguale.
La potenza è il prodotto fra
forza (quanti kg spingi sui pedali) e
cadenza (quante volte al minuto spingi quei kg sui pedali).
Per chiarire, puoi raggiungere una potenza di 180 watt:
- applicando una forza di 20 kg sui pedali con una cadenza di 50 rpm;
- applicando una forza di 10 kg sui pedali con una cadenza di 100 rpm.
Nel caso 1 il carico sarà più metabolico, quindi a carico del sistema cardiocircolatorio (più polmoni e cuore), mentre nel caso 2 sarà più a carico dei muscoli (sensazione di spingere forte a ogni pedalata, che dà una sensazione di maggior appagamento, come dici tu quando pedali con la corona centrale).
Che sia più efficiente la prima o la seconda tecnica di pedalata dipende dal soggetto e dalle sue caratteristiche fisiologiche. Per estremizzare ancora una volta, se chi pedala è un culturista con due gambe grosse come pilastri sarà probabilmente più efficiente a basse cadenze e alta coppia; se invece chi pedala è un keniota da 50 kg con un VO₂max di 90, trarrà molto più giovamento dal mantenere cadenze elevate e bassi valori di coppia sui pedali.
Detto questo, nei soggetti normodotati atleticamente, cadenze comprese fra 75 e 90 rpm sono considerate le più efficienti, e lo stesso vale per i motori. Se parliamo di atleti d'élite con VO₂max superiore a 80, oggi si considerano efficienti, anche su salite oltre il 10%, cadenze di almeno 90 rpm, perché consentono di affaticare meno la muscolatura, soprattutto in previsione delle fasi più concitate dei finali di gara o delle ancora più stressanti corse a tappe.
I motori di Ebike lavorano su un sensore di coppia, riducendo la lunghezza della pedivella, riduciamo il braccio di leva, quindi il motore pecepirà a parità di cadenza e forza applicata una diminuzione di coppia e quindi erogherà meno potenza.
Ecco l'esempio con l'aiuto della AI un esempio di cosa succederebbe a parità di cadenza e di forza aplicata sui pedali:
La coppia è:
- Coppia = Forza × lunghezza della pedivella
Con
10 kgf ≈ 98,1 N e
80 rpm:
Pedivella da 170 mm
- Coppia = 98,1 × 0,170 = 16,68 N·m
- Velocità angolare = 80 × 2π / 60 = 8,38 rad/s
- Potenza = 16,68 × 8,38 = ≈ 140 W
Pedivella da 150 mm
- Coppia = 98,1 × 0,150 = 14,72 N·m
- Potenza = 14,72 × 8,38 = ≈ 123 W
Differenza
| Pedivella | Potenza letta |
|---|
| 170 mm | ≈ 140 W |
| 150 mm | ≈ 123 W |
Riduzione: circa
17 W, cioè
−11,8%.
Nella realtà all'accorciamento della pedivella tendiamo in automatico ad aumentare la cadenza e quindi la potenza erogata sui pedali torna ad essere uguale prima.
Unica eccezione se siamo sul rapporto più corto, su una salita estreme e non riusciamo ad aumentare la cadenza per limiti fisici, allora in questo caso la pedivella cortà è un limite al raggiungimento della potenza più elevata.