Mondraker Zendit

La nuova Mondraker Zendit ha il sistema Avinox

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Ecco a voi la nuova Mondraker Zendit, una ebike con 165 mm di escursione al posteriore, 170 all’anteriore, telaio completamente in carbonio, sistema di ammortizzazione classico di Mondraker, cioè lo Zero, e un motore di cui non sono ancora autorizzato a parlarvi.

Vi sembrerà strano parlare di una Ebike quando non si può parlare del motore? Ebbene, sappiate che questo motore ufficialmente uscirà il 9 di aprile. È chiaramente un Avinox, come potete vedere dalle immagini, ma di più non posso dirvi se non magari che la batteria è quella classica da 800 Wh. Vi presenterò ancora questa bici con il motore il 9 di aprile, ma oggi parliamo di com’è veramente questa Ebike, cioè com’è a livello ciclistico. Parleremo di geometrie, di come arrampica, di come scende, ma non parliamo appunto per una volta di potenze di watt e di coppia.

EDIT: video in cui si parla anche del motore e ho montato la ruota da 29 pollici al posteriore:

Questa è una endurona perché ha tanta escursione sia all’anteriore che al posteriore. Mondraker è riuscita nell’impresa di farci stare il suo sistema di sospensione Zero, secondo me uno dei migliori sul mercato, mettendolo sopra il motore, insieme ad un reggisella da 170mm di escursione nella taglia M/L. Considerate che io sono alto 179 cm e la distanza fra sella e movimento centrale è di 74 cm e il reggisella da 170 mm ci sta perfettamente per la lunghezza delle mie gambe.

Altri dati geometrici sono il reach di 480 mm, l’angolo sterzo di 63,5° che può essere modificato di circa 0,4° grazie al flip chip che troviamo presso il linkage e abbiamo un carro posteriore lungo 450 mm in taglia ML che diventano 455 nelle taglie più alte, quindi L e XL. Rimane 450 nelle taglie SM e M. Questo è un fattore molto importante di cui vi parlerò fra pochissimo quando porteremo questa Sandit in salita.

Mondraker Zendit

Una delle cose più appariscenti di questa e-bike è, a parte il colore, che secondo me è bellissimo, il tubo orizzontale che è molto molto sottile in classico stile Mondraer e che a me personalmente piace molto. Inoltre abbiamo un tubo obliquo piuttosto sottile, ma di questo viò vi potrò parlare probabilmente solo, anzi sicuramente solo il 9 aprile. Se infatti la guardiamo ignorando il motore, è anche quasi difficile da distinguere rispetto a una bici senza motore.

Mondraker Zendit

Il modello che vedete in questo video è l’RR S, che è il modello di mezzo fra quello top di gamma e quello più basso di gamma. Notate che abbiamo una Fox Podium, cioè una forcella steli rovesciati che da sola pesa 2,8 kg. Quindi avere una e-bike che pesa 23 kg sulla nostra bilancia con questa forcella è un ottimo numero. È una forcella di cui vi ho già parlato molto nel mio test, ma che sta benissimo su una e-bike e in particolare sta molto bene con questo sistema Zero.

Per la prova sul campo vi rimando al video.

Mondraker Zendit

Prezzi Mondraker Zendit

Zendit RR: 8.499€
Zendit RR S: 10.499€
Zendit XR: 12.499€

I montaggi si trovano sul sito Mondraker. Disponibilità in negozio dal 9 aprile 2026.

Mondraker Zendit
Mondraker Zendit
Mondraker Zendit
Mondraker Zendit
Mondraker Zendit
Mondraker Zendit

Commenti

  1. apollokid:

    Durante l'overrun in realtà il motore gira da solo ed a potenza costante come in un motociclo, mentre pedali non credo proprio che gli venga data semplicemente corrente in modo costante e pace ma seguirà un andamento sinusoidale sincronizzato con la cadenza di pedalata
    Se così fosse a causa della spinta aggiuntiva del motore la bici andrebbe ancora più a singhiozzo, invece così non è.
    Come ha scritto sopra @malfe l' overrun è un "effetto collaterale" dello "smussare" da parte del motore l'andamento discontinuo della spinta sui pedali, come giustamente hai detto prima quando dai per esempio 250W sui pedali questi non sono costanti, ma si possono considerare un valore medio in un certo intervallo di tempo, in questo modo il motore legge la potenza media e restituisce la spinta necessaria in base ai tuoi Watt e alla modalità inserita, l'overrun altro non è che una conseguenza dell' interpolazione di questa lettura nell'unità di tempo, visto che sei del mestiere meglio di me vedilo come un lag nella risposta all' input sui pedali o alla sua interruzione, poi si è andato via via ad ottimizzarlo per sfruttare questa "inerzia" per aiutare ulteriormente nei tratti tecnici.
  2. apollokid:

    Scusa, magari allora sono io che intendo per overrun un'altra cosa, non è mica quando fai il colpo di pedale e la bici avanza per un po' senza pedalare?

    Comunque mi fa piacere che ci sia chi segue il mio pensiero, sicuramente il motore farà come minimo una sorta di media mobile più o meno elaborata, questo ok, quello a cui volevo arrivare però io sono abbastanza convinto che l'erogazione della potenza alla ruota pedalando sul mio Bosch non sia una linea piatta ma richiami comunque la pedalata di quando vado con la muscolare.
    Un algoritmo che avesse però l'obiettivo di fare questa media in modo tale da minimizzare il più possibile la irregolarità dell'erogazione di potenza totale alla ruota (motore + gambe del ciclista) sarebbe particolarmente determinante agli effetti della trazione. In altri termini, vedrei in questa parte di software grandi margini per sperimentare soluzioni
    Io credo che questa sorta di media mobile di cui parli è già presente da sempre in tutti i motori, almeno per la mia esperienza sia su Brose Specialized che su Bosch CX5 la spinta del motore è sempre stata regolare, "elettrica" passami il termine.
    Lievi variazioni saranno dovute all'intervallo di misurazione, ed è proprio tale intervallo di lettura a portare una certa inerzia nello smettere di assistere, che come ho detto è stato poi sfruttato allungando la sua persistenza per creare sto benedetto overrun.
    Giusto a titolo di paragone sui Garmin Edge si può scegliere la visualizzazione del sensore di potenza al valore istantaneo, a 1secondo o 3 secondi, l'ultimo valore è ovviamente il meno soggetto ad oscillazioni, ma anche il più lento a variare.
    Spero di essermi spiegato.
  3. apollokid:

    Non conoscevo e sono andato a documentarmi. Interessante... diciamo che forse i tempi non erano maturi ma il problema da risolvere alla fine mi sembra lo stesso: cercare di regolarizzare un moto alternativo, nei motori a combustione interna alla fine basta aumentare il numero dei cilindri e mettere un volano pesante, sulle bici ovviamente non si può ma su una e-bike grazie all'elettronica ed al software si possono esplorare soluzioni che con la sola meccanica pura erano impensabili
    Le Shimano Biopace avevano una intuizione giusta (variare il rapporto durante la pedalata), ma con una applicazione sbagliata...
    Shimano rendeva la corona “più facile” proprio nella fase in cui la gamba può spingere forte, e “più dura” vicino ai punti morti.
    Il concetto è stato evoluto dalle corone ovali moderne, variando il tutto di 90 gradi.
    [LIST]
    [*]rapporto più duro nella fase di massima spinta;
    [*]rapporto più facile nei punti morti.
    [/LIST]
    Froome ha vinto successivamente un Tour de France con queste ultime corone, oggigiorno andate un po in disuso
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