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[Test] Ammortizzatore EXT Aria V2

EXT presenta la nuova versione del suo ammortizzatore Aria che, come dice il nome, è l’unico ad aria del marchio veneto. Avendo già provato a fondo il V1, e potendo testare il V2 sulla Amflow PX Carbon Pro, posso ora presentarvi un paragone, ma prima andiamo a vedere cosa è cambiato.

Dettagli EXT Aria V2

  • Tecnologia AS3: doppia camera positiva con solo 2 guarnizioni dinamiche per separare le 3 diverse camere (+/++ e negativa autoequalizzante)
  • Camera positiva +/++ (bassa/alta) con possibilità di regolazione infinita tramite 2 valvole separate per la messa a punto del comportamento elastico e della progressività.
  • Design monotubo con regolazione della compressione alle alte e basse velocità e del ritorno
  • HBC (Adjustable Hydraulic Bottom Out Control: controllo idraulico del fine corsa regolabile).
  • Stessa valvola di compressione della serie V4
  • Stelo da Ø14 mm in acciaio cromo-molibdeno
  • Olio EV2S: olio ad alto indice di viscosità
  • Serbatoio con bladder ad ampio volume: gonfiato a soli 55 psi
  • Peso dichiarato: 622 gr in 210×55 mm
  • Tecnologia LOK 2.0: circuito separato e personalizzabile
  • Versione enduro (in prova): levetta del lock out
  • Versione da DH: bottom out tarato per DH, no leva del lock out
  • Prezzo: 1.100€
  • Sito EXT

Cosa è cambiato rispetto all’Aria V1

Sono cambiati l’orientamento del piggyback, ora verticale, e il minore ingombro del blocco valvole, fermo restando che l’Aria rimane un ammortizzatore piuttosto massiccio. Sulla Amflow, per esempio, la borraccia da 600ml che prima potevo usare senza problemi ora tocca l’ammortizzatore. Chiaro, non si può paragonare un EXT Aria con un Fox Float X in termini di prestazioni e regolazioni. ll concorrente diretto sarebbe stato un Fox X2, anch’esso piuttosto ingombrante.

Sono cambiati i profili e i materiali delle guarnizioni, con un design che riduce al minimo la resistenza durante l’intera corsa, migliorando la sensibilità e la costanza di rendimento. La boccola è ora posizionata internamente e a diretto contatto con l’olio, garantendo uno scorrimento più fluido e riducendo ulteriormente l’attrito lungo tutta l’escursione.

È ora disponibile Ridemaster, una web-app per il tuning a seconda di diversi parametri quali bicicletta, peso rider, preferenze di riding, tipo di terreno, ecc.

Set up

Conoscendo bene l’architettura dietro all’EXT Aria, e potendo inoltre usufruire del know-how dei tecnici EXT al momento del montaggio sulla Amflow, ho avuto zero problemi nel trovare il set up ideale. Devo però dire che, se è la prima volta che usate un Aria o se lo montate su una bici diversa, l’app Ridemaster è di grande aiuto almeno a trovare il set up iniziale su cui poi giocare. Bisogna sempre ricordarsi di avere con sé una pompa ad alta pressione (fornita nella confezione), perché é necessario mettere ben più di 350 PSI nella camera ++. Niente paura, potete variare la pressione di una delle due camere senza andare a toccare la pressione dell’altra o, peggio ancora, sgonfiarle e poi rigonfiarle.

Parlando di trasferire l’EXT Aria V2 da una bici all’altra, ammesso che le dimensioni e il travel siano identici, la cosa interessante è che si può adattare alla cinematica del nuovo telaio agendo dall’esterno attraverso le due camere + e ++. Infatti con la ++ si andrà a variare la progressività, senza bisogno di toccare i pacchi lamellari o aggiungere/togliere spacer o token. Inoltre la regolazione del Bottom Out viene comoda a chi va in bike park.

Sul campo

Quello che si nota fin dalla prima discesa è che il nuovo EXT Aria V2 non necessita di un periodo di rodaggio come il V1. Fin da subito è molto sensibile e scorre molto bene, la resistenza delle guarnizioni è stata ridotta notevolmente e la ruota posteriore è incollata al terreno. Cosa che ci porta di prepotenza al tema vivacità della bici, immutata rispetto al Fox Float X che la Amflow monta di fabbrica. È uno dei motivi per cui l’Aria mi era piaciuto anche nella sua prima versione: combina molto bene il comportamento dell’aria con la sensibilità della molla (che non ha). Scrivevo tre anni fa: “… un’ottima idraulica che lo rende molto simile ad un ammortizzatore a molla“. Ecco, questa caratteristica non è cambiata, anzi, è aumentata la sensibilità ai piccoli urti.

Bisogna anche dire che su una Ebike il tema della sensibilità ai piccoli urti è da valutare diversamente rispetto ad una Mountain Bike, perché il carico di stacco è minore grazie al peso intrinseco della Ebike. Motivo per cui mi ripropongo di provare l’Aria sulla Cannondale Bad Habit 2.

Un altro aspetto positivo è la sensibilità alle regolazioni della compressione alle alte e basse velocità, facile da notare. Bisogna mettere mano al multitool, se si vogliono cambiare le impostazioni, ma tutto il meccanismo dà l’impressione di un prodotto di alta qualità quando si sentono i “click”. Il blocco tramite la levetta nera, d’altro canto, può causare dei problemi di azionamento involontario se uno è solito usare le ginocchiere e appoggiare il ginocchio al telaio, a seconda della posizione dell’ammortizzatore. È però possibile cambiare la posizione della leva svitandola e, per esempio, capovolgendola, in modo che il ginocchio possa solo aprire l’ammortizzatore (cosa che si spera abbiate fatto prima della discesa).

Ho inoltre apprezzato la singola regolazione del ritorno. Il Fox X2 dà la possibilità di settare il ritorno alle alte e basse velocità, cosa molto difficile da sentire sul campo se non si è degli esperti e si conoscono a fondo le conseguenze di tali regolazioni. Un ritorno unico è a prova di neofita.

Da segnalare che l’EXT Aria V2 è rumoroso, nel senso che si sente quel suono da “soffietto” quando si aziona.

Conclusioni

EXT ha migliorato l’Aria, in particolare a livello di fluidità che si sente dal giorno 1 in cui lo si usa. L’ingombro rimane sempre elevato, ma anche sotto questo aspetto si è fatto un passo avanti rispetto al V1. In compenso il comportamento simil-molla, ma con la facilità della regolazione del sag dell’aria, e la “magica” camera ++, lo rendono estremamente personalizzabile. Non serve neanche essere degli smanettoni grazie alla web app Ridemaster. Il prezzo rimane salato, ma considerate che è 100% made in Italy.

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Pubblicato da
marco
Tags: ext

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