Secondo me la questione è più complessa e ridurla a “concorrenza sleale” è un po’ semplicistico. Vendere a prezzi più bassi non è automaticamente scorretto: spesso è semplicemente una strategia di mercato basata su economie di scala, integrazione verticale e investimenti massicci.
Nel caso dei droni o delle e-bike, aziende come DJI sono diventate leader anche perché hanno innovato molto e hanno reso tecnologie avanzate accessibili a un pubblico più ampio. Non è solo una questione di prezzo, ma di rapporto qualità/prezzo che altri competitor faticano a offrire.
Inoltre, il fatto che molte aziende scelgano certi fornitori dipende da tanti fattori: affidabilità, disponibilità, assistenza, tempi di produzione. Il prezzo è importante, ma non è l’unico criterio.
Sul rischio di dipendenza da un singolo paese o produttore, quello è un tema reale, ma riguarda tutta la globalizzazione, non solo la Cina. È successo in tanti settori prima ancora dei droni o delle e-bike.
Più che demonizzare, secondo me ha più senso chiedersi come le aziende europee possano rimanere competitive: innovazione, qualità e posizionamento, non solo protezione del mercato.