Che poi... 20 anni fa le guaine erano esterne, ad una guaina, nei tratti dove non si piega in metallo senza sopra la gomma/plastica che fa da coibentazione, non ci hanno pensato.Se però guardi la foto, il radiatore è montato su una pinza Grimeca a 4 pintoncini di 20 anni fa, da allora i freni ne hanno fatta di strada.
Ciao,tutte fisime
imparare a frenare: costo 0, risultato 100
Su che freno é montato non ci ho nemmeno fatto caso, mi incuriosisce il sistema. Che sia funzionale o meno non lo, spesso per raffreddare l’olio di un circuito idraulico, in ambiti che non sono prettamente legati alla bici ma ben più complessi, si ottengono ottimi risultati aumentando la capacità del serbatoio.Se però guardi la foto, il radiatore è montato su una pinza Grimeca a 4 pintoncini di 20 anni fa, da allora i freni ne hanno fatta di strada.
Secondo me il riscaldamento del circuito dipende da diversi fattori: oltre alla giusta tecnica conta (magari anche di più) il peso del rider e il suo livello tecnico.Che poi... 20 anni fa le guaine erano esterne, ad una guaina, nei tratti dove non si piega in metallo senza sopra la gomma/plastica che fa da coibentazione, non ci hanno pensato.
Il radiatore mi fa sorridere, manco avessimo i carboceramici delle Ferrari con pesi e velocità paragonabili da arrestare.
Personalmente ho avuto problemi di surriscaldamento una sola volta con una entry level scendendo per le piste da sci, su sentieri mai, nemmeno con impianti idraulici di media gamma
Neanche loro lo usano, probabilmente (sicuramente) è inutile!Ciao,
condivido in pieno, e chi siamo noi? tutti assi della downhill![]()
e quante volte ti è capitato in vita?Ho fatto una percorso cementato che da Tenno scende a Riva del Garda con un pendenza assurda, lì c'è poco da imparare a frenare, eravamo in diversi e ogni tanto ci si doveva fermare per far raffreddare gli impianti.
Un paio ma anche se poche volte comunque qualche discesa assurda la si trova e lì bisogna concentrarsi sull'evitare surriscaldamenti mentre si preferirebbe dedicarsi alla guida.e quante volte ti è capitato in vita?
Ma sì, nel 99% dei casi i freni odierni vanno benissimo ma in qualche rara occasione bisogna stare attenti e comportarsi in modo particolare per non farli surriscaldare e quando capita non è piacevole.visto che hanno inventato tante cose inutili a me non dispiacerebbe un freno che ci pensasse da solo a non surriscaldarsi mai. Sul ripidi trovo molto più sensato procedere a velocità costante senza continui trasferimenti di carico. . il tira e molla non è una tecnica desiderabile, è una compensazione fattibile dai piloti più esperti, sempre che il percorso lo consenta.
Successo anche a me un paio di volte.Ho fatto una percorso cementato che da Tenno scende a Riva del Garda con un pendenza assurda, lì c'è poco da imparare a frenare, eravamo in diversi e ogni tanto ci si doveva fermare per far raffreddare gli impianti.
io quel freno proverei a spurgarlo...Successo anche a me un paio di volte.
La cosa strana è che mi succede dopo una pausa.
Mi spiego meglio, fai il discesone e poi, per motivi non legati ai freni, che sia per aspettare qualcuno che è rimasto indietro, che per per tirare il fiato, assieme ai tuoi compagni di ventura fai una pausetta e quando riparti la leva del freno arriva a fine corsa senza produrre quasi alcun effetto...
Ho il sospetto che ciò accada in quanto viene meno l'effetto ventilante generato dalla rotazione del disco che scorre tra le pastiglie e che conseguentemente la temperatura dell'olio in corrispondenza delle stesse sale intensamente fino ad inficiare il sistema frenante.
Fortunatamente, il disguido si manifesta solamente su uno dei due freni, quello che sollecito maggiormente, cioè nel mio caso, quello dietro e questo fatto, fino ad ora, mi ha dato la possibilità di avvisare la truppa del mio problema e di riucire ad arrestami per attendere che il feno torni operativo, ovvero un paio di minuti o poco più.
Tutto questo per dire che, nonostante i freni di buona/ottima qualità, che sia a causa del il peso del pilota, che sia a causa della suo modo di guidare o che sia a causa della somma dei due, può essere che il problema si manifesti, ma anche che, per la stragran maggioranza degli eciclisti turistico/dilettanti si tratti di un problema davvero di poco conto, o, a mio avviso, non tale da giustificare il fatto di ingegnarsi nel trovare soluzioni particolari.
Non di meno un plauso a chi si prende la briga di mettersi a studiare e realizzare il radiatorino, immagino più per diletto che per reale necessità![]()