non era quello il punto, ma la credenza che i cinesi siano in giro per risaie col cappello a punta.
Guarda, con tutto il rispetto. Questo discorso è anche comprensibile. Lo fanno in molti. E ha anche alcuni aspetti di verità come la bontà dei prodotti ecc. È il più logico e facile. Ma manca totalmente di conoscenza della filosofia cinese, della loro strategia produttiva e commerciale, di geopolitica. Per conoscere davvero i cinesi bisogna studiare, leggere molto e magari averci lavorato. Il governo totalitario cinese (che guida anche tutte le sue imprese) è il vero pericolo. Chi dice che non va demonizzato non ha capito. Va demonizzato eccome! Ti posto solo un ultimo esempio della scorrettezza cinese. Leggi per un po' i media italiani e internazionali poi ne riparliamo. https://www.corriere.it/dataroom-mi...pa/d9e0d48d-1186-4687-8151-083c3648cxlk.shtmlSecondo me la questione è più complessa e ridurla a “concorrenza sleale” è un po’ semplicistico. Vendere a prezzi più bassi non è automaticamente scorretto: spesso è semplicemente una strategia di mercato basata su economie di scala, integrazione verticale e investimenti massicci.
Nel caso dei droni o delle e-bike, aziende come DJI sono diventate leader anche perché hanno innovato molto e hanno reso tecnologie avanzate accessibili a un pubblico più ampio. Non è solo una questione di prezzo, ma di rapporto qualità/prezzo che altri competitor faticano a offrire.
Inoltre, il fatto che molte aziende scelgano certi fornitori dipende da tanti fattori: affidabilità, disponibilità, assistenza, tempi di produzione. Il prezzo è importante, ma non è l’unico criterio.
Sul rischio di dipendenza da un singolo paese o produttore, quello è un tema reale, ma riguarda tutta la globalizzazione, non solo la Cina. È successo in tanti settori prima ancora dei droni o delle e-bike.
Più che demonizzare, secondo me ha più senso chiedersi come le aziende europee possano rimanere competitive: innovazione, qualità e posizionamento, non solo protezione del mercato.
Guarda Kilowatt, per quanto mi riguarda, così come penso per tanti altri "forumisti", sappiamo bene o abbastanza bene cosa tu intendi e voglia comunicare. La soluzione però qual è? Forse l'unica sarebbe comprare tutti un Polini, su Bosch interamente made in Germany ci credo poco, forse più possibile lo sia Brose, però tutto il resto dei nostri giocattoli arriva comunque "da là".Guarda, con tutto il rispetto. Questo discorso è anche comprensibile. Lo fanno in molti. E ha anche alcuni aspetti di verità come la bontà dei prodotti ecc. È il più logico e facile. Ma manca totalmente di conoscenza della filosofia cinese, della loro strategia produttiva e commerciale, di geopolitica. Per conoscere davvero i cinesi bisogna studiare, leggere molto e magari averci lavorato. Il governo totalitario cinese (che guida anche tutte le sue imprese) è il vero pericolo. Chi dice che non va demonizzato non ha capito. Va demonizzato eccome! Ti posto solo un ultimo esempio della scorrettezza cinese. Leggi per un po' i media italiani e internazionali poi ne riparliamo. https://www.corriere.it/dataroom-mi...pa/d9e0d48d-1186-4687-8151-083c3648cxlk.shtml
Tutto questo pippone per dire cosa? Per dire che non hai torto, anzi sicuramente hai ragione, però siamo sempre lì, chi vende ai cinesi siamo noi (europei e americani, ma di quest'ultimi ho da sempre avuto una pessima opinione) stiamo lottando contro i mulini a vento, ma quando parlo di un prodotto che comunque è valido, non mi sento di demonizzare chi lo produce, ma ammirazione nei suoi confronti.
Se è per questo quanti prodotti schifosi arrivano da oltre oceano? Vogliamo anche parlare di quante e quali regole hanno gli Stati Uniti per quanto riguarda prodotti alimentari, sementi, ecc??? Mi piacerebbe che le critiche fossero le stesse anche nei loro confronti, ma tant'è...
Scusate il pippone.
Santo subito zio.....vent anni fá(forse qlcina in piu)nn sapevo che cazzofosse la globalizzazione,me la spiegano e dico...figatissima,uno in gamba si fá strada e quei bastardi che vivono sovvenzionati dai cazzozzoni statali(tim,enel ecc)se ne vanno a fare in culo,mi sembrava una cosa bellissima....col cazzo,guarda dove siamo arrivati porco mondo,come dicevi uso di glifosato a manetta(monsanto) antibiotici alle mucche x fare al posto di 40 lt latte al gg quasi190....sempre visto anche io il paese americano come american dream,ma da un pò di anni la loro politica estera ë veramente da bastardi,anche l interna cmq wal mart dá un idea di come hanno ucciso molte piccole realtà di paese e x far spesa ora tanti devon avere auto e farsi miglia x spostarsi,poi sto testa di cazzo di presidente che han votato,dopo la generazione busch,una tristezza infinita,io ero ancorato dal ricordo che ci hanno liberato dal nazismo e gli mp li vedevo come eroi...e tutto quello che arrivava dal loro paese lo stesso,nn ë cosi,poi semplificando il tutto vorrei vivere cmq cento volte in america che in russia ocina.CristianGuarda Kilowatt, per quanto mi riguarda, così come penso per tanti altri "forumisti", sappiamo bene o abbastanza bene cosa tu intendi e voglia comunicare. La soluzione però qual è? Forse l'unica sarebbe comprare tutti un Polini, su Bosch interamente made in Germany ci credo poco, forse più possibile lo sia Brose, però tutto il resto dei nostri giocattoli arriva comunque "da là".
Solo una lezione ho capito, cioè che la deregulation tanto cara al mondo consumistico porta sempre ad una massimizzazione dei guadagni per i pochi a discapito della massa, un impoverimento generale a tutti i livelli, però è sotto gli occhi di tanti che "loro" stanno crescendo a tutti i livelli, aiutati anche da un territorio vastissimo e con tante risorse, risorse che noi ci siamo mangiati nei secoli passati, tanto è vero che siamo stati i primi ad andare in Africa e saccheggiare (c'è poco da fare, è stato così) ora proviamo a difenderci con quello che abbiamo, ma lo vedo oscuro il nostro futuro... o meglio, è oscuro quello dei nostri figli e nipoti.
Tutto questo pippone per dire cosa? Per dire che non hai torto, anzi sicuramente hai ragione, però siamo sempre lì, chi vende ai cinesi siamo noi (europei e americani, ma di quest'ultimi ho da sempre avuto una pessima opinione) stiamo lottando contro i mulini a vento, ma quando parlo di un prodotto che comunque è valido, non mi sento di demonizzare chi lo produce, ma ammirazione nei suoi confronti.
Se è per questo quanti prodotti schifosi arrivano da oltre oceano? Vogliamo anche parlare di quante e quali regole hanno gli Stati Uniti per quanto riguarda prodotti alimentari, sementi, ecc??? Mi piacerebbe che le critiche fossero le stesse anche nei loro confronti, ma tant'è...
Scusate il pippone.
Diciamo che sono ben felice di dove sono nato (Europa), anche perchè in quasi tutti i paesi che hai citato se non nasci benestante... fai una vita dura e grama.poi semplificando il tutto vorrei vivere cmq cento volte in america che in russia ocina.Cristian
Fattop.s. @marco, forse sarebbe il caso di creare un thread apposito per questi ragionamenti (Cina, non Cina, ecc), comunque vale la pena parlarne, anche se serve a poco, però gli scambi di idee e opinioni possono valerne la pena, opinione personale.
Poi hanno creato cmq persone come Bruce Springsteen...e li hanno spaccato...guardate cosa dice di quel rimbambito che li comanda...un eroe.BrakkyDiciamo che sono ben felice di dove sono nato (Europa), anche perchè in quasi tutti i paesi che hai citato se non nasci benestante... fai una vita dura e grama.
In Russia poi correresti anche il rischio di nascere dove è freddo...
poi semplificando il tutto vorrei vivere cmq cento volte in america che in russia ocina.Cristian
Il punto è proprio questo. Dopodiché i piagnistei alla kilowatt lasciano esattamente il tempo che trovano.Che poi, quando fecero il passo di spostare la produzione lì, non abbassarono i prezzi, ma alzarono i margini, di fatto facendo fesso il consumatore, che nel frattempo era rimasto disoccupato. E il discorso in Italia si applica ad una miriade di distretti che una volta costituivano l'anima dell'industria.
Ti ho spolliciato perché hai ragione. I governi europei negli ultimi 50 e passa anni si sono "adagiati" sempre più sugli equilibri post bellici e sugli Usa. Negli ultimi 25/30 anni vedevano che Cina in primis (e poi Russia) estendevano in silenzio le loro aree di influenza in Africa, Asia... in Paesi soprattutto ricchi di minerali ecc (limitiamoci a questi) e non hanno fatto nulla. Non lo hanno fatto gli Usa ma soprattutto gli europei, forti di una forma mentis ideologica comune (e non vado oltre). Quindi colpe tante, conseguenze pesanti anche. Ma occhio a non spostare il focus. Quando si parla di Cina, spesso si sposta il focus criticando (giustamente) altri. Ma per me è la Cina l'importante ora: da tenere bene nel mirino. Cosa possiamo fare noi come singoli? Poco, ma quel poco va fatto. Intanto capirlo. Poi non sponsorizzare o promuovere i prodotti cinesi (in qualsiasi forma) proprio per quanto ho detto. Parlo di noi non pagati dai cinesi ovvio perché i cinesi pagano (dalle pubblicità alla penetrazione nelle concessionarie auto per es. Dai social media manager che sono un po' ovunque agli importatori. Tutto legale per carità). Quindi fare a meno per quanto possibile di comprare prodotti finiti cinesi (ovvio, è già stato detto che molti prodotti non se ne può fare a meno per via della componentistica cinese che è ovunque). Infine buttare nel cesso le ideologie - di qualsiasi colore - che molti hanno in testa e votare chi alle elezioni dimostra di avere capito che il pericolo Cina (e Russia con i fiancheggiatori Nord Korea e Iran) è grave.Guarda Kilowatt, per quanto mi riguarda, così come penso per tanti altri "forumisti", sappiamo bene o abbastanza bene cosa tu intendi e voglia comunicare. La soluzione però qual è? Forse l'unica sarebbe comprare tutti un Polini, su Bosch interamente made in Germany ci credo poco, forse più possibile lo sia Brose, però tutto il resto dei nostri giocattoli arriva comunque "da là".
Solo una lezione ho capito, cioè che la deregulation tanto cara al mondo consumistico porta sempre ad una massimizzazione dei guadagni per i pochi a discapito della massa, un impoverimento generale a tutti i livelli, però è sotto gli occhi di tanti che "loro" stanno crescendo a tutti i livelli, aiutati anche da un territorio vastissimo e con tante risorse, risorse che noi ci siamo mangiati nei secoli passati, tanto è vero che siamo stati i primi ad andare in Africa e saccheggiare (c'è poco da fare, è stato così) ora proviamo a difenderci con quello che abbiamo, ma lo vedo oscuro il nostro futuro... o meglio, è oscuro quello dei nostri figli e nipoti.
Tutto questo pippone per dire cosa? Per dire che non hai torto, anzi sicuramente hai ragione, però siamo sempre lì, chi vende ai cinesi siamo noi (europei e americani, ma di quest'ultimi ho da sempre avuto una pessima opinione) stiamo lottando contro i mulini a vento, ma quando parlo di un prodotto che comunque è valido, non mi sento di demonizzare chi lo produce, ma ammirazione nei suoi confronti.
Se è per questo quanti prodotti schifosi arrivano da oltre oceano? Vogliamo anche parlare di quante e quali regole hanno gli Stati Uniti per quanto riguarda prodotti alimentari, sementi, ecc??? Mi piacerebbe che le critiche fossero le stesse anche nei loro confronti, ma tant'è...
Scusate il pippone.
Dovrebbe essere lampante a chiunque che la discussione non l'hai aperta tu, comunque confermo che l'ho aperta io estrapolando i messaggi degli ultimi 2-3 giorni (non degli ultimi 2-3 anni perché sarebbe stato sfiancante) sulla ennesima polemica sul pericolo cinese.Preciso che il thread non l'ho aperto io. Il titolo è quanto di più errato. Cina e globalizzazione non ci azzeccano. Semmai avrebbe potuto essere Il pericolo Cina che pochi capiscono e molti di quelli che lo capiscono stanno zitti per convenienza.
Da operai e' normale che difendi i sindacatin che sono la rovina in primis dei lavoratori onesti, per tutelare i disonesti e affossare chi ancora oggi ha voglia di fars impresa in ItaliaRispondo a chi incolpa i sindacati italiani, addirittura gli imprenditori sono schiavi dei lavoratori.
I sindacati non legiferano. Se un imprenditore (o una impresa) cede alle proteste dei lavoratori, vuol dire che può. Se non ci fossero i sindacati (pur con tutti gli errori evidenti) avremmo stipendi fermi a 30 anni fa. Io, metalmeccanico, turnista, prendo oltre 2600€ puliti al mese. Di questi oltre 1000€ sono per contratti aziendali e nazionali firmati grazie al sindacato nazionale o aziendale. € frutto di scioperi, non regalati dall'imprenditore che altrimenti se li sarebbe tenuti tutti lui.