Allora, ecco le altre foto.
Mi trovo in Valmalenco, territorio di sci in inverno e di escursioni stratosferiche in estate.
Salito da Chiesa in Valmalenco con la funivia perché la strada che porta alle dighe è ancora interrotta a causa di una frana caduta a novembre dello scorso anno.
Appena sceso dalla cabina mi si è aperto immediatamente uno spettacolo incredibile, in mezzo al verde si intravede il Lago Palù e le montagne appena sopra fanno da confine al Vallone Scerscen, scrigno che racchiude montagne di incredibile bellezza.
Scendo dalla pista da sci e risalgo al Passo Campolungo, qua si apre un altro panorama, forse ancora più bello, la mia prima meta della giornata è letteralmente incastonata fra il Pizzo Scalino (montagna molto famosa da queste parti per la sua estrema difficoltà ad essere salita) e poco più in basso dalla diga di Campo Moro.
Scendo ancora un poco e poi un bel traverso nel bosco di pini mi porta direttamente nel Vallone Scerscen, che attraverso senza nessun problema.
A questo punto bisogna risalire, la prima meta è la diga di Campo Moro, dove si può vedere l'altra diga, molto più grande e appena dietro nel fianco idrografico sinistro della montagna si trova la Val Poschiavina, che dovrò risalire interamente.
Superato il primo bacino, mi volto ad ammirare il panorama.
Arrivato in cima alla seconda diga, ecco il panorama spaziale, con la famosa vedretta del Fellaria, che purtroppo si sta ritirando sempre più, e durante questo arretramento, ha creato un lago alla base della cascata che scende nella foto in centro.
Procedo ed a metà del lago inizio la salita della Val Poschiavina, che alla fine di quest'ultima, mi porterà a vedere il ghiacciaio di Fellaria in quasi tutta la sua enorme maestosità.
A questo punto, si va di portage, anche questo fa parte del "gioco".....
Arrivo prima al Passo di Cancian, che separa l'Italia alla Svizzera, e poi bisogna salire ancora.
E sono quindi arrivato finalmente al Passo di Campagneda.
Davanti ancora il ghiacciaio di Fellaria e dietro la vedretta del Pizzo Scalino.
Dimenticavo, poco prima del passo di Campagneda vi è un breve passaggio attrezzato, e pure sull'altro versante scendendo vi è un altro passaggio attrezzato, questo un poco più lungo, che richiede attenzione e un pochino di esperienza su queste cose......!!!!
Il resto del giro è stato strepitoso fino al Rifugio Cristina, che è esattamente sotto la parete ovest del Pizzo Scalino, ma poi ho voluto provare un traverso in quota parecchio lungo, che non avevo mai fatto, grandissima delusione, troppi tratti ripidi e molti passaggi su sfasciumi che spezzano il ritmo, da non ripetere, peccato perché tutta la parte precedente è da favola......