Riapro questo thread perché ho letto che ci sono ancora tanti che hanno problemi con la sella e dolori annessi su uscite lunghe.
Nel corso dei piu o meno 200k di attività su due
ruote, studiando cosa dicono gli esperti del settore ho elaborato una mia guida “metodologica” in 5 step in ordine di importanza che mi sento di condividere per non andare a caso nella scelta della sella. Questa ricerca nel buio è una cosa veramente frustrante dato il numero di marche, modelli e prezzi che ci sono sul mercato.
Negli anni mi sono convinto di una cosa molto semplice:
fondello e pantalone sono la prima – e più importante – interfaccia tra il ciclista e la bici, o meglio… tra il ciclista e il proprio culo
Quando parlo di qualità, purtroppo bisogna essere chiari: un buon pantalone da bici difficilmente può avere un prezzo di listino sotto i 150 €. Non è snobismo ma realtà tecnica.
Sotto quella cifra i compromessi sui fondelli sono evidenti: schiume che collassano, densità sbagliate, scarsa resilienza nel tempo. Un fondello scadente crea picchi di pressione localizzati che nessuna sella, per quanto buona, potrà mai compensare.
A questo si aggiunge un altro punto fondamentale: il pantalone dovrebbe essere un bib, quindi con le bretelle.
Le bretelle non servono solo al comfort, ma a tenere tutto il sistema fermo e coerente con il corpo, mantenendo il fondello esattamente nella posizione corretta durante la pedalata. Senza bretelle, tra movimenti, trazione del tessuto e sudore, il fondello tende a spostarsi, vanificando anche il miglior progetto possibile.
La misura della distanza tra le ossa ischiatiche è il vero punto di partenza nella scelta della sella, perché è l’unico dato anatomico oggettivo del rider. Non dipende dal marchio, dal modello né dalle mode, e soprattutto non cambia nel tempo. Serve a definire la larghezza minima corretta della sella, cioè quella che permette agli ischi di appoggiarsi sulla parte portante e non sui tessuti molli.
Attenzione però: questa misura non determina da sola la sella “giusta”, ma serve a escludere tutte quelle sbagliate. Da lì in poi la larghezza va corretta in funzione della postura e dell’inclinazione del bacino: più si pedala piegati in avanti, più gli ischi si avvicinano e la sella può essere stretta; più si pedala eretti (trail, enduro, e-MTB), più gli ischi si allontanano e serve una sella più larga. Sbagliare la larghezza significa vanificare forma, foro centrale e imbottitura: una sella troppo stretta o troppo larga non funzionerà mai, anche se “sulla carta” è il modello giusto. Indicativamente per la postura “enduro” si parla di larghezza ossa ischiatiche +2 cm
Chiarito questo, il terzo step è la forma della sella
Non esiste la “sella migliore in assoluto”, ma esistono selle piatte e selle con profilo arcuato (la classica “schiena d’asino”)…e tutte le varianti del caso ma riconducibili a queste due tipologie La differenza non è estetica:
– la sella arcuata lascia più libertà di movimento al bacino
– quella piatta
stabilizza di più chi ha un bacino rigido o poco mobile
Quarto punto, secondo me cruciale e spesso sottovalutato: antiversione e retroversione del bacino.
Ognuno di noi carica la sella in modo diverso, e questo cambia completamente dove e come si distribuisce la pressione. In base a questo:
– può servire uno scarico centrale
– può essere meglio un canale lungo o corto
– cambia la forma della parte posteriore della sella
Qui non si parla di “sensazioni”, ma di biomeccanica.
Quinto step: l’inclinazione della sella.
La famosa “messa in bolla” non è un valore assoluto, ma un equilibrio dinamico. La sella è regolata bene quando, anche togliendo le mani dal manubrio in pianura, non scivoli né in avanti né indietro.
Naso troppo basso = carico eccessivo su braccia e core.
Naso troppo alto = compressione perineale.
Bastano pochi gradi per rovinare tutto.
Infine c’è una regola trasversale che secondo me vale sempre:
ogni sedere ha bisogno della sua sella, ma ogni inclinazione del bacino rispetto al terreno ( altezza manubrio) ha bisogno di una sella diversa a parità di rider. Per esempio la sella che mi va bene in bici da corsa può essere sbagliata sull’enduro
A parità di rider:
– più sei piegato in avanti (XC, racing) → sella più stretta
– più pedali eretto (trail, enduro, e-MTB) → sella più larga e con imbottitura più presente
Non è una questione di comfort da divano, ma di gestione corretta dei carichi.
Una sella sbagliata non fa solo “male al culo”: altera la postura, affatica le mani, sovraccarica la schiena e, alla lunga, rovina anche la pedalata e salute posturale.
Questo a seguito, al di la della marca della sella, è un ottimo esempio di approccio nell’indirizzarsi verso la sella giusta:
Measuring the distance between the sit bones is essential for determining the correct saddle width and ensuring maximum comfort while cycling.
www.sq-lab.com