Nel 2024 l’Unione Europea ha adottato la Direttiva (UE) 2024/1799, conosciuta come “direttiva sul diritto alla riparazione”. La direttiva stabilisce che, per i beni di consumo riparabili — cioè prodotti materiali venduti ai consumatori — i produttori o gli operatori responsabili devono garantire la disponibilità di parti di ricambio e delle informazioni necessarie per effettuare la riparazione, incluse istruzioni tecniche, manuali e strumenti quando richiesti per un periodo da 5 a 10 anni secondo il bene.
La riparazione deve essere possibile in tempi ragionevoli e a un prezzo ragionevole, anche dopo la scadenza della garanzia legale. Inoltre, se durante il periodo di garanzia il consumatore sceglie la riparazione invece della sostituzione, la garanzia viene prolungata di ulteriori 12 mesi.
Scade il 31 luglio 2026 il termine per il recepimento della direttiva europea sul diritto alla riparazione, ma in Italia l’iter parlamentare è in ritardo e le nuove regole non sono ancora in vigore. Ecco cosa cambierà per consumatori e produttori quando il decreto sarà operativo.
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