[Test] Specialized Kenevo Expert 2020

[Test] Specialized Kenevo Expert 2020

01/10/2019
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01/10/2019

Abbiamo potuto provare la nuova Specialized Kenevo per circa un mese, e possiamo dire con certezza che è una bici incredibile. Con 1 kg in meno sul telaio rispetto al modello precedente, e con una sospensione ridisegnata, la Kenevo è pensata per andare forte. Nel video qui sotto potete vederla in azione mentre la provo, più sotto trovate il test.

YouTube video

Specifiche

  • Telaio completamente in alluminio
  • Passaggio cavi interno
  • Batteria da 700Wh (Kenevo Comp 500Wh)
  • Compatibile con gomme larghe fino a  27.5×3.0″
  • Motore Specialized 2.1 Motor (lo stesso della Levo)
  • Connessione Bluetooth con Mission App
  • 180mm di escursione anteriore e posteriore
  • Trasmissione GX 11 speed
  • Peso: 24.15 kg con pedali
  • Prezzi: Expert – 6,699€. Comp – 5.299€

 

Il telaio ha le stesse linee della Stumpjumper, ma le geometrie ricordano quelle della nuova Enduro, quindi sono più aperte, lunghe e con un carro progressivo. Il braccio asimmetrico nasconde bene il passaggio cavi.

Il cockpit di casa Specialized si è rivelato più che sufficiente in termini di riding (anche se ho cambiato le manopole). Il manubrio da 800mm e il direct mount conferiscono un look pulito.

Cura dei dettagli: paracatena, guidacatena e portaborraccia SWAT con multitool.

Il passaggio dei cavi dà un look pulito al telaio.

Trasmissione SRAM 11v GX, con manettino che può cambiare al massimo una marcia alla volta, per evitare di sollecitare troppo la catena.

Cerchi in alluminio Roval DH alloy con mozzi DT Swiss 370. Robusti e resistenti all’utilizzo di una ebike del genere.

Le gomme sono le Specialized Butcher 2.6 BLCK DMND, con carcassa rinforzata. Volendo ce ne stanno anche di più larghe. Malgrado siano gomme morbide, la sensazione di rimbalzo dei tasselli mi è sembrata accentuata.

Freni SRAM Code R con dischi da 200mm. Nessuna ebike dovrebbe avere dischi di diametro minore a questo!

Il tubo obliquo che ospita la batteria, meno largo del precedente. La batteria può venire rimossa per ricaricarla in casa, se ce ne fosse bisogno, e ha un range del 40% maggiore rispetto alla vecchia Kenevo (Expert).

La copertura della presa per la carica della batteria si chiude facilmente grazie a dei magneti. Sullo sfondo potete vedere anche i LED che indicano il livello di carica.

Una Rock Shox Boxxer a doppia piastra? Con il motore potente della nuova Kenevo il peso non è un problema. Notare i 10 PSI in più che RS consiglia per le ebike.

Ammortizzatore a molla Rock Shox Super Deluxe con leva di lockout, che a dir la verità non ho mai usato. Non ho mai fatto fondocorsa, e la sospensione è alta nella corsa.

Il Battery Management System (BMS) si prende carico della salute della batteria ed evita che venga sovraccaricata. Attraverso la connessione Bluetooth ci si può connettere alla Mission App per diagnostiche e regolazioni della batteria, come la nuova funzione Shuttle, che dà il massimo supporto motore per risalite impegnative.

Geometria

La bici in test è una taglia S3, che poi sarebbe una media. Visto l’uso per cui è stata progettata la Kenevo, il reach di 470mm è più lungo di quello che ci si aspetterebbe. Il manubrio comunque non è così lontano dalla sella, probabilmente grazie all’angolo sella di ben 77°. L’angolo sterzo di 64° è certamente aggressivo e aiuta molto sul ripido e sul veloce. Ero curioso di vedere che effetti avesse in salita, lo potete leggere più sotto. I foderi di 454mm non sono corti come quelli di altre ebike, ma questa non è una bici giocosa, piuttosto una DH con pedalata assistita, quindi meglio avere la stabilità sul tecnico che la giocosità su sentieri facili.

In azione

Il nuovo motore 2.1 (molto silenzioso) è stato sviluppato insieme a Brose, mentre il software è tutto di casa Specialized che ha investito anni lavorando sul feeling fra motore e rider. I livelli di assistenza di fabbrica, in combinazione con la geometria “aperta”, rendono la Kenevo un’arrampicatrice migliore di quello che pensassi. Pur con la Boxxer 180, sono riuscito a fare in sella curve strette. La sensazione è quella di una bici che dà tanta stabilità, ad ogni velocità. I livelli di assistenza sono modificabili tramite la Mission Control App, questi sono quelli di fabbrica:

Turbo: 100% (Support) / 100% (Peak Power)

Trail: 35% / 100%

Eco: 35% / 35%

Sono proprio i livelli di assistenza di fabbrica quelli che ho trovato migliori per me, a cominciare dal Turbo per le salite più ripide (o quando le gambe erano stanche). Il Trail è una buona via di mezzo che ho trovato buona soprattutto in discesa. Ovviamente l’Eco è indispensabile per giri lunghi o quando la batteria è quasi scarica. Devo anche dire che la modalità camminata è la migliore che io abbia mai provato perché aiuta veramente a spingere la bici su per dei tratti ripidi e non va a scatti come su altri motori.

Il terreno preferito dalla Kenevo è il ripido, perché la geometria bassa e aperta permette una posizione di riding molto controllata anche quando le cose diventano difficili. La sospensione, pur ricordando quella della Stumpjumper, è dotata di una progressività che quella bici non ha, fondamentale per quando si gira grosso. Con l’aiuto del motore spesso è facile non notare come si comporta veramente il mezzo. Tenendo questo a mente, ho notato che la Kenevo è poco reattiva ai movimenti del corpo piccoli e repentini, in particolare se il terreno è piatto o poco ripido. Detto questo, teniamo a mente l’uso per cui è stata progettata, che va ben oltre il trail riding “tranquillo”.

Con i 10 psi in più nella forcella e una molla adatta al mio peso non ho mai fatto fondocorsa. La Kenevo è stabile in aria e mantiene bene l’impulso che le si dà in fase di stacco, cosa riguardevole per una bici di questo peso.

Portarla in curva è facile, la bici è ben bilanciata. La Kenevo ha un centro di gravità basso ed è stata progettata attorno a questa caratteristica, anche per quanto riguarda la posizione di ogni cella della batteria. Il posteriore tiene la linea bene e allo stesso tempo è un attimo dargli un impulso per cambiare traiettoria.

Conclusioni

La Kenevo ispira sicurezza? Sì. È stabile in aria? Sì. È facile tenere il controllo sul sentiero più ripido e scassato che ci sia? Sì. Detto questo, il classico sentiero mediamente tecnico diventerà velocemente noioso. Questa ebike è stata progettata per la discesa e, sotto questo punto di vista, è una vera bestia e un mezzo eccellente. Se cercate una ebike per girare su sentieri cattivi, questa è la bici che fa per voi.

Specialized

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albeoi
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albeoi

vicma56 ha scritto: La differenza la noti in discesa… ti da più sicurezza, e stabilità e puoi osare di più. L’unico difetto …se così si può dire…sono i tornanti molto stretti…(tipo mulattiera) che la doppia piastra limita la rotazione del manubrio e comporta a fare traiettorie diverse da un’altra bici . Clicca per allargare… E’ proprio in questa situazione che ne trovo il limite, dove giro io spesso a malapena si riesce a passare, con la doppia piastra sarebbe impossibile farlo in sella. Per il resto concordo a pieno. E’ una endurona e non si può pretendere che nei giri… Read more »

AlessioEsposito
Guest
AlessioEsposito
Per il mio uso non me ne farei di nulla della doppia piastra,ma a me queste kenevo piace.
Sarei curioso di provarla in bike park per vedere come va in discesa
steka
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steka
In bike park sicuramente andrà alla grande e credo sia veramente molto divertente.
La vedo più dura in ambito freeride-enduro.
steka
Guest
steka
Vedi l’allegato 22963
Ci aveva già provato Specy a mettere la doppia piastra su una endurona. Chissà come andrà a finire stavolta…
Max Power
Guest
Max Power
Il motore 2.1 " lo stesso della Levo" c’è scritto nell’articolo…. Ma la Levo non monta l’S-mag?!
Questo com’è, uguale ma con i carter in alluminio invece che magnesio?!
tostarello
Editor
tostarello
Vedi l’allegato 22963
Ci aveva già provato Specy a mettere la doppia piastra su una endurona. Chissà come andrà a finire stavolta…

esatto, specialized enduro 2007-2009, la forcella a doppia piastra andava bene, ma criticabile l’esasperazione di avere componenti proprietari fuori standard (perno passante da 25mm e attacco manubrio integrato)

Dynamite
Member
Dynamite
Sinceramente, avendola avuta, non posso dire che andasse bene. A parte la flessione esagerata per una doppia piastra e gli scricchiolii provenienti proprio dalle piastre, sia la parte idraulica che la camera aria principale erano primitive. Passato a una 36 sono rinato.
Bartbike
Guest
Bartbike
Magari una doppia piastra, però FOX come ha fatto usquarna
e-runza70
Guest
e-runza70

vicma56 ha scritto: Con la doppia piastra o Dh fai tutto quello che riesci a fare con le altre…solo che le altre non riescono a fare quello che riesci a fare con una doppia piastra. Il mio amico Masserini diceva: con un Endurona se ci metti un po di impegno la porti al limite …con una DH portarla al limite è dura. Clicca per allargare… Mi piace e aggiungo, nel suo ambito con una edh non hai più scuse, il mezzo ha limiti altissimi, l’unico limite diventi tu senza ombra di dubbio quindi ti dai da fare. Nel veloce e… Read more »

lagoz
Guest
lagoz
Ma il telaio della Kenevo è identico a quello della Levo? Magari cambia il link della sospensione posteriore…oltre, ovviamente , all’ammo più lungo di due centimetri e con un cm di corsa in più….
MISTER HYDE
Guest
MISTER HYDE

lagoz ha scritto: Ma il telaio della Kenevo è identico a quello della Levo? Magari cambia il link della sospensione posteriore…oltre, ovviamente , all’ammo più lungo di due centimetri e con un cm di corsa in più…. Clicca per allargare… Come fanno altri… Lo stesso telaio ci montiamo forcella da 160, 180 e DP e un ammortizzatore più lungo !!! Ad esempio Husqvarna ma anche Thok Ducati. Sulla Kenevo però hanno anche allungato orizzontale e abbassato il tubo sella rispetto alle analoghe taglie della Levo. Sulla Kenevo anche le taglie si chiamano ora S2, S3, S4, S5 e non più… Read more »