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<blockquote data-quote="apollokid" data-source="post: 573935" data-attributes="member: 21461"><p>Esatto, ma non escludo che nell'ambito e-MTB quanto ha scritto [USER=6]@tostarello[/USER] possa risultare all'atto pratico meno efficiente rispetto ad algoritmi meno evoluti e meno raffinati.</p><p>Io dopo aver provato l'aggiornamento sul mio CX4 al +600% di assistenza sono rimasto stupido dalla "corposità" nell'erogazione del motore anche a fronte di un input sui pedali che avrebbe fatto di gran lunga superare la potenza massima di 600W del motore, io credevo che superata una certa spinta di gambe avere una assistenza così elevata fosse inutile ma all'atto pratico ho constatato a mie spese che non è proprio così, o almeno non lo è in certe condizioni.</p><p>Ho perciò rivisto alcune mie supposizioni ed ho allora provato a darmi una spiegazione, e la spiegazione che mi sono dato è che il motore elettrico eroga la potenza in un modo molto differente da quello di un ciclista: il ciclista ha spinte che vanno da 0% a 100% ogni 180° di giro delle pedivelle, il motore elettrico no perchè può dare anche una spinta continua.</p><p>Noi siamo portati a ragionare in una assistenza che è una semplice moltiplicazione della potenza impressa sui pedali ma non ci è dato sapere se viene moltiplicata la potenza istantanea, quella media, una media mobile o altre funzioni più complesse.</p><p>Se per esempio il motore riuscisse a livellare il più possibile le aciclicità della spinta sui pedali del ciclista modulando in modo inverso l'assistenza, oltre a rendere la fluidità della trazione molto più omogenea si minimizzerebbero indirettamente anche le situazioni di potenziale perdita della trazione della ruota posteriore. Ma questo è solo un esempio...</p><p></p><p>Qui si può giocare davvero molto è tutto software, guardare la ruota fonica per me è e continua ad essere chi guarda il dito e non la luna, e se sono convinto di questo è perchè qualche cosa ne so di come si scrive il software e di come si leggono i segnali dei sensori.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="apollokid, post: 573935, member: 21461"] Esatto, ma non escludo che nell'ambito e-MTB quanto ha scritto [USER=6]@tostarello[/USER] possa risultare all'atto pratico meno efficiente rispetto ad algoritmi meno evoluti e meno raffinati. Io dopo aver provato l'aggiornamento sul mio CX4 al +600% di assistenza sono rimasto stupido dalla "corposità" nell'erogazione del motore anche a fronte di un input sui pedali che avrebbe fatto di gran lunga superare la potenza massima di 600W del motore, io credevo che superata una certa spinta di gambe avere una assistenza così elevata fosse inutile ma all'atto pratico ho constatato a mie spese che non è proprio così, o almeno non lo è in certe condizioni. Ho perciò rivisto alcune mie supposizioni ed ho allora provato a darmi una spiegazione, e la spiegazione che mi sono dato è che il motore elettrico eroga la potenza in un modo molto differente da quello di un ciclista: il ciclista ha spinte che vanno da 0% a 100% ogni 180° di giro delle pedivelle, il motore elettrico no perchè può dare anche una spinta continua. Noi siamo portati a ragionare in una assistenza che è una semplice moltiplicazione della potenza impressa sui pedali ma non ci è dato sapere se viene moltiplicata la potenza istantanea, quella media, una media mobile o altre funzioni più complesse. Se per esempio il motore riuscisse a livellare il più possibile le aciclicità della spinta sui pedali del ciclista modulando in modo inverso l'assistenza, oltre a rendere la fluidità della trazione molto più omogenea si minimizzerebbero indirettamente anche le situazioni di potenziale perdita della trazione della ruota posteriore. Ma questo è solo un esempio... Qui si può giocare davvero molto è tutto software, guardare la ruota fonica per me è e continua ad essere chi guarda il dito e non la luna, e se sono convinto di questo è perchè qualche cosa ne so di come si scrive il software e di come si leggono i segnali dei sensori. [/QUOTE]
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