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<blockquote data-quote="GiGaX73" data-source="post: 563319" data-attributes="member: 14266"><p>Ogni satellite trasmette continuamente due informazioni fondamentali: la propria posizione nello spazio e il momento esatto in cui il segnale è stato inviato. Il ricevitore confronta quel tempo con il momento in cui il segnale viene ricevuto e, conoscendo la velocità della luce, ricava la distanza dal satellite.</p><p></p><p>Dal punto di vista geometrico questa distanza definisce una sfera centrata sul satellite: il ricevitore deve trovarsi in qualche punto sulla superficie di quella sfera. Se si aggiunge un secondo satellite si ottiene l’intersezione tra due sfere, che è una circonferenza nello spazio. Con un terzo satellite l’intersezione si riduce a due punti possibili, e con un quarto satellite si risolve l’ambiguità e si corregge anche l’errore dell’orologio interno del ricevitore. Per questo un posizionamento GPS completo richiede almeno quattro satelliti visibili contemporaneamente.</p><p></p><p>Per quanto riguarda gli ordini di grandezza delle distanze, i satelliti GPS orbitano a circa 20 200 km di quota sopra la superficie terrestre. Considerando il raggio della Terra, questo significa che la distanza tra un ricevitore a terra e un satellite è tipicamente dell’ordine di 20 000–26 000 km. </p><p></p><p>Un aspetto impressionante di questo sistema è la precisione temporale necessaria. I segnali viaggiano alla velocità della luce, circa 300 000 km al secondo. Questo significa che in un microsecondo il segnale percorre circa 300 metri. Per determinare la posizione con un errore di pochi metri bisogna quindi misurare il tempo di propagazione con precisioni dell’ordine di decine di nanosecondi. Per ottenere questa stabilità i satelliti sono dotati di orologi atomici, mentre i ricevitori compensano il proprio orologio interno usando il quarto satellite nel calcolo.</p><p></p><p>Questa geometria e queste scale spiegano anche perché i dispositivi sportivi non producono tracce perfette. Piccoli errori nella misura del tempo, disturbi atmosferici o riflessioni del segnale introducono incertezze di alcuni metri nella posizione stimata. Quando questi piccoli scostamenti si accumulano lungo migliaia di punti registrati durante un’attività, possono generare differenze nelle distanze totali o nei dislivelli calcolati da dispositivi diversi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="GiGaX73, post: 563319, member: 14266"] Ogni satellite trasmette continuamente due informazioni fondamentali: la propria posizione nello spazio e il momento esatto in cui il segnale è stato inviato. Il ricevitore confronta quel tempo con il momento in cui il segnale viene ricevuto e, conoscendo la velocità della luce, ricava la distanza dal satellite. Dal punto di vista geometrico questa distanza definisce una sfera centrata sul satellite: il ricevitore deve trovarsi in qualche punto sulla superficie di quella sfera. Se si aggiunge un secondo satellite si ottiene l’intersezione tra due sfere, che è una circonferenza nello spazio. Con un terzo satellite l’intersezione si riduce a due punti possibili, e con un quarto satellite si risolve l’ambiguità e si corregge anche l’errore dell’orologio interno del ricevitore. Per questo un posizionamento GPS completo richiede almeno quattro satelliti visibili contemporaneamente. Per quanto riguarda gli ordini di grandezza delle distanze, i satelliti GPS orbitano a circa 20 200 km di quota sopra la superficie terrestre. Considerando il raggio della Terra, questo significa che la distanza tra un ricevitore a terra e un satellite è tipicamente dell’ordine di 20 000–26 000 km. Un aspetto impressionante di questo sistema è la precisione temporale necessaria. I segnali viaggiano alla velocità della luce, circa 300 000 km al secondo. Questo significa che in un microsecondo il segnale percorre circa 300 metri. Per determinare la posizione con un errore di pochi metri bisogna quindi misurare il tempo di propagazione con precisioni dell’ordine di decine di nanosecondi. Per ottenere questa stabilità i satelliti sono dotati di orologi atomici, mentre i ricevitori compensano il proprio orologio interno usando il quarto satellite nel calcolo. Questa geometria e queste scale spiegano anche perché i dispositivi sportivi non producono tracce perfette. Piccoli errori nella misura del tempo, disturbi atmosferici o riflessioni del segnale introducono incertezze di alcuni metri nella posizione stimata. Quando questi piccoli scostamenti si accumulano lungo migliaia di punti registrati durante un’attività, possono generare differenze nelle distanze totali o nei dislivelli calcolati da dispositivi diversi. [/QUOTE]
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